Verso una rapida approvazione – Le vacanze si avvicinano e l’approvazione del ddl Boschi accelera in vista dell’8 agosto, ultima data utile per approvare in tempo il testo prima della pausa estiva. L’impressione è che la prima votazione possa essere completata senza troppi problemi. Solo nella giornata di ieri sono stati votati dall’Aula di Palazzo Madama altri punti fondamentali del progetto del governo. Si tratta degli articoli che vanno dal 3 al 9. Hanno ottenuto tutti il via libera in un solo pomeriggio, per non parlare dell’ostacolo immunità, superato con slancio dall’esecutivo di larghe intese. Un punto, quest’ultimo, che presentava parecchie insidie parlamentari. Invece tutto è andato per il verso giusto. Paradossalmente, Renzi ed i suoi, devono ringraziare il Movimento cinque stelle e la Lega Nord, che hanno deciso di non partecipare ai lavori del Senato e hanno così favorito una rapida approvazione dei punti all’ordine del giorno.

Resta l’immunità, ma scompare l’indennità – Il semaforo verde è scattato per l’articolo 3, il quale prevede che il Presidente della Repubblica potrà nominare dei senatori “per altissimi meriti in campo sociale, scientifico, artistico o letterario”, ma rimarranno in carica per sette anni non rinnovabili. Addio, dunque, al titolo a vita. Molto rilevante anche l’approvazione dell’articolo 8, che introduce l’assenza di vincolo di mandato e quella dell’articolo 9, che va ad abrogare l’indennità dei senatori. Ma il vero successo del governo Renzi è stato ottenuto sull’immunità. Gli emendamenti avanzati dalle opposizioni sono stati bocciati dall’Aula e il governo ha tirato un sospiro di sollievo. Una norma, quella sull’immunità, che non è stata abolita grazie al voto decisivo di Forza Italia e del Nuovo centro destra. Dopo il superamento del bicameralismo perfetto e della riduzione dei senatori a 100 membri non eletti direttamente, il Senato sta per essere definitivamente modificato. Il più, ormai, è fatto.

Oggi si discute l’articolo 10 – Adesso è questione di qualche giorno per ottenere il primo via libera alla riforma simbolo del governo Renzi. Non a caso il premier, dopo aver superato l’ennesimo scoglio, ha mostrato la sua soddisfazione soprattutto per l’assenza di indennità per i nuovi senatori. Se da via del Nazareno c’è un forte ottimismo per aver messo al sicuro diversi articoli della riforma, diversi malumori emergono da via Bellerio. I leghisti sono contrariati, perché avevano chiesto di rinviare la discussione in vista dei funerali della madre di Roberto Calderoli, ma l’Aula ha deciso di proseguire i lavori e adesso il Carroccio potrebbe mostrare ulteriori segni di insofferenza in vista delle prossime votazioni. Non è servito a nulla un incontro con il Ministro Boschi. Diversa, invece, la posizione del Movimento cinque stelle che ha deciso di perseguire una sorta di Aventino non partecipando ai lavori parlamentari, perché la riforma, secondo i grillini, è “una porcata”. Oggi si preannuncia un’altra giornata calda per il governo e nell’Aula farà il suo ingresso l’articolo 10 che verte sulle funzioni del Senato. Gli stellati, con la loro decisione di isolarsi, potrebbero ancora una volta favorire un via libera più rapido del previsto.

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