Il sermone antisemita dell’Imam di San Donà di Piave – “Oh Allah  porta su di loro ciò che ci renderà felici. Oh Allah, contali uno ad uno e uccidili fino all’ultimo. Non risparmiare uno solo di loro. Fai diventare il loro cibo veleno, trasforma in fiamme l’aria che respirano. Rendi i loro sonni inquieti e i loro giorni tetri. Inietta il terrore nei loro cuori”. Sono queste le parole pronunciate in un sermone dall’imam di San Donà di Piave, il marocchino Abd Al-Barr Al-Rawdhi, che hanno condotto il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ad espellere il predicatore islamico che venerdì in moschea aveva chiesto ad Allah di uccidere gli ebrei. Le motivazioni, come fanno trapelare dal Ministero, sono “grave turbamento dell’ordine pubblico, pericolo per la sicurezza nazionale e discriminazione per motivi religiosi”. La vicenda è stata presa in considerazione dopo che la Middle East media research institute (Memri.org) ha reso note le parole della predica dell’imam, tramite un video, con un’accurata traduzione in inglese. Ed il provvedimento di espulsione è stato adottato anche grazie al lavoro svolto dal Servizio Centrale Antiterrorismo, con la complicità della Digos di Venezia e d’intesa con la Procura della Repubblica.

“Un monito per tutti coloro che pensano che in Italia si possa predicare odio” – L’azione, voluta fortemente da Angelino Alfano, è stata decisa per impedire il diffondersi di sentimenti antisemiti nel Paese. Il leader del Nuovo Centro Destra ha tenuto a sottolineare che non c’è spazio in Italia per chi vuole diffondere odio: “Non è accettabile che venga pronunciata un’orazione di chiaro tenore antisemita, contenente espliciti incitamenti alla violenza e all’odio religioso. Per questo ne ho disposto l’immediata espulsione dal territorio nazionale. La mia decisione valga da monito per tutti coloro che pensano che in Italia si possa predicare odio”. Le frasi antisemite dell’imam non sono un’assoluta novità a San Donà di Piave, perché nel 2012 era stato arrestato l’ex imam, Ahmad Chaddad, con altri tre connazionali siriani per aver raccolto circa un milione e mezzo di euro che dovevano essere utilizzati, come hanno mostrato le indagini, per fini jihadisti. Ed è proprio su questa cellula in Veneto che è intervenuta la Lega Nord. Il partito del Carroccio ha invitato il governo a “svegliarsi” e ad applicare una “tolleranza zero contro la minaccia islamica”.

La Lega chiede la chiusura della moschea – In particolar modo è stato il deputato Emanuele Prataviera a chiedere all’esecutivo di attivarsi e chiudere la moschea di San Donà di Piave: “Sto predisponendo un’interrogazione da presentare al Ministro Alfano per chiedergli di attivarsi nella chiusura di questa moschea in via precauzionale. Dichiaro con forza la mia opposizione a una politica incapace di rendersi conto di cosa accade o cosa rischia di accadere in casa nostra. L’estremismo islamico esiste. Cosa stiamo aspettando?”. Se il giovane onorevole originario della provincia di Venezia chiede di più, è stata espressa soddisfazione, per l’operato del Ministro Alfano, da parte di Forza Italia e del Nuovo Centro Destra. Dopo la crisi nella questione israelo-palestinese, come in altre parti d’Europa, è cresciuto un sentimento antisemita. Approfittando della situazione nella Striscia di Gaza, gli antisemiti di qualsiasi colore politico hanno alzato la voce (e non solo) contro cittadine e cittadini ebrei del vecchio continente. Le scritte antisemite comparse sui muri di Roma qualche giorno fa, sono un esempio dell’odio che serpeggia e per questo motivo l’azione tempestiva del Viminale e delle forze dell’ordine è ancora più importante.

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