Crocetta e la teoria del sospetto

Le dure accuse a D’Alia – Giorni infuocati a Palermo. Dopo le solite fibrillazioni tra il Partito democratico e il Presidente della regione Rosario Crocetta, adesso il Governatore se la prende con l’Udc. In realtà già qualche giorno fa l’ex sindaco di Gela aveva puntato il dito nei confronti di Giampiero D’Alia e della compagine centrista, ma adesso le accuse sono mirate e il fondatore del Megafono parla di “golpe”. Non usa, come al solito, troppi giri di parole e sostiene che è in atto un progetto per “far cadere il governo della Sicilia in un modo non propriamente politico”. Ovviamente Crocetta non si ferma qua e fa nomi e cognomi dei congiurati. Il primo della lista è proprio Giampiero D’Alia. Nei confronti dell’alleato le parole sono molto dure: “Sollecita puntualmente le impugnative del commissario dello Stato con l’intenzione di terremotare il quadro politico”. Sono lontani i tempi della campagna elettorale, quando Crocetta faceva il giro delle piazze siciliane e da Messina sosteneva che “D’Alia è una brava persona”. Si è conclusa la luna di miele tra i due.

“Con le scie chimiche non c’entro niente e non faccio parte del Bilderberg” –  Un connubio, del resto, che era tutto un programma. Due caratteri diversi con storie politiche molto distanti l’una dall’altra. D’Alia, dopo l’accusa rivoltagli dal Governatore di ispirare un complotto politico, ha risposto anche con una certa ironia: “Voglio rassicurare il presidente Rosario Crocetta. Con le scie chimiche non c’entro niente e non faccio parte del Bilderberg”. Si, perché le parole del turbolento Presidente siciliano mettono in luce un vecchio pallino che si annida nella sinistra conservatrice. Si tratta della teoria del sospetto o complotto. Credere all’esistenza di non si sa quali poteri occulti e segreti che minano l’azione delle istituzioni elette dalle cittadine e dai cittadini. Agitare la paura dell’elettore medio e far muovere nell’ombra qualcosa. Non importa cosa, purché si agiti e dia l’impressione di complottare. Far pensare a questi misteri, che di solito affascinano il genere umano, è una buona tecnica per distrarre le persone da tematiche sociali ed economiche incombenti.

Un “maestro del sospetto” al contrario – Rosario Crocetta si sta quasi trasformando in un “maestro del sospetto” al contrario. Se le tre figure del sospetto (Marx, Nietzsche e Freud) evidenziate dal pensatore francese Paul Ricoeur convergono nella ricerca della struttura profonda della realtà, anche se la individuano in ambiti diversi, il Presidente della regione Sicilia sembra puntare solo ad una grande confusione. Inoltre il “maestro del sospetto” di Gela accusa, nell’ottica di un complotto nei suoi confronti, il segretario della Cisl Bernava e l’Eni: “Quando ci si oppone a una multinazionale di quel livello si è destinati a subire reazioni violente. Ma non mi sento affatto isolato. Dicono così da quando ero sindaco di Gela”. Le polemiche non sono destinate a placarsi, ma il Presidente nazionale dell’Udc, Giampiero D’Alia, ha voluto sottolineare come non c’è nessuna antipatia personale con Crocetta: “Sul piano personale non ho nulla contro il presidente Crocetta. Massimo rispetto e comprensione del ruolo che esercita. Il problema è nato perché ci sono alcune questioni politiche che la legge finanziaria non affronta. Non ci sono norme che si occupano di imprese e disoccupati”.

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