Un violento terremoto, ha colpito ieri il Sud-Ovest della Cina, lo Yunnan. Ci sono già 381 morti e le operazioni di soccorso sono continue. Il primo Ministro cinese, Li Keqiang, è partito per recarsi nelle zone devastate dal violento sisma. Il terremoto è partito dal distretto di Ludian, erano le 16:30, le 10:30 italiane. Numerose le case rase letteralmente al suolo, si parla di cifre attorno alle 12 mila unità abitative crollate o sventrate. E più di 30 mila abitazioni, sono state severamente danneggiate. Il terremoto è stato rilevato dall’Istituto Americano di Geofisica (Usgs). L’epicentro del sisma che ha raggiunto scossa di 6,5 gradi della scala Richter, è stato individuato nelle vicinanze di Zhaotong, a 300 chilometri di distanza dal capoluogo di provincia Kumming. L’ipocentro invece, era ad una profondità di 12 chilometri ed è per questo che i danni sono stati così pesanti.

Nel bilancio delle persone colpite, ci sono anche 180 dispersi e 1.800 feriti. Gli interventi da parte dei soccorritori, sono resi difficili dalle frequenti scosse di assestamento ma anche dalle piogge incessanti. Il numero degli sfollati è di 57.200 persone, cifre che per noi sono da capogiro ma che in un paese grande e popoloso come la Cina, appaiono normali.

Tutta la zona interessata dal sisma, viene considerata dagli esperti ad alto rischio. Già nel 2012, un altro terremoto di magnitudo 5,7, provocò la morte di 80 persone e 800 feriti. E andando più indietro nel tempo, nel 1974, un terremoto di 7,1 gradi della scala Richter, causò la morte di 1.500 persone. Tuttavia il sisma che è il più tristemente ricordato, è quello del 2008, che ha distrutto la provincia di Sichuan, ed ha raggiunto una magnitudo di 8.0, con un numero impressionante di vittime: 87 mila fra i dispersi e le persone uccise. L’intera zona, circondata da catene montuose impervie e di difficile accesso, ha sempre destato preoccupazione. Chi ha vissuto l’immane tragedia di ieri, ha detto che la scossa è stata così forte da essere avvertita anche a molta distanza nella città di Zhaotong e nelle province di Giuzhou e Sichuan, una tra le scosse più forti, in questa provincia, da almeno 14 anni, ha sottolineato la televisione Cctv. Una testimone ha rilasciato un’intervista all’agenzia “Nuova Cina”, dicendo “che le strade del suo villaggio sono come un campo di battaglia dopo un bombardamento”. E la televisione cinese ha dato notizia sulla situazione nella regione: “Sono crollate le mura di diverse case, si sono rotte le condotte dell’acqua e la corrente elettrica è saltata”, mandando le immagini con la popolazione visibilmente traumatizzata, tutta nelle strade, con attorno i muri spezzati e i tetti crollati. In una scuola che è stata distrutta, si crede che all’interno ci fosse una studentessa, quindi si procede nelle ricerche. L’Istituto americano Usgs, ha dichiarato che la popolazione qui, “abita in strutture altamente vulnerabili”.

Impegnati sul campo, ci sono centinaia di vigili del fuoco, più di trenta tecnici della protezione civile e tantissimi poliziotti. Il coordinamento degli aiuti da dare agli sfollati, ai quali sono già state destinate 2000 tende, coperte, giacconi e tremila brandine, richiedono un impegno incessante e poi, bisogna cercare i sopravvissuti e dare loro prima assistenza. Il governo ha ordinato anche l’invio di 2.500 militari e naturalmente, acqua, cibo e medicine.

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