È rush finale tra Tavecchio e Albertini – Siamo entrati nella settimana decisiva che deciderà le sorti della Figc e del calcio italiano. Un momento delicato per tutti i problemi che attanagliano il mondo del pallone nostrano, reso ancora più fragile dal testa a testa per la poltrona di Presidente tra Carlo Tavecchio e Demetrio Albertini. Già, è un rush finale. Impensabile fino a qualche giorno fa, ma le dichiarazioni del presidente della Lega nazionale dilettanti fanno guadagnare possibilità all’ex centrocampista del Milan e della nazionale. Sono assist involontari, anzi autogol. Ad ogni parola di Tavecchio corrisponde un passo indietro da parte di un club di Serie A. L’ultimo è stato l’Empoli che, tramite il presidente Corsi, ha diffuso la seguente nota: “Ritengo sia giusto non appoggiare più la candidatura del presidente della Lnd Carlo Tavecchio a presidente federale, in quanto le sue recenti e note dichiarazioni si allontanano molto dai nostri principi etici, sportivi e non. Inoltre le stesse dichiarazioni ci pongono in campo internazionale, in una posizione di criticità, che in questo momento non giova al calcio italiano”.

“Ad ogni azione corrisponde una reazione pari e contraria” – La società toscana si aggiunge ad una gruppo sempre più folto di società che hanno fatto un passo indietro nel loro appoggio a Tavecchio. Quelle che, invece, non sembrano voler scaricare l’ex sindaco di Ponte Lambro sono Milan, Inter, Genoa e Lazio. Sembra incredibile, ma Carlo Tavecchio, in questo momento, incarna la terza legge della dinamica. Il principio fisico sostiene che “ad ogni azione corrisponde una reazione pari e contraria”. È proprio quello che sta succedendo all’ex politico democristiano. Ad ogni sua dichiarazione, ovvero ad ogni gaffe, corrisponde la reazione di qualche club di Serie A pronto a scaricarlo. Le frasi razziste sui giocatori extracomunitari hanno suscitato sconcerto in campo internazionale e nazionale e hanno convinto molte società a rivedere le loro strategie. Successivamente ci sono state le parole infelici sul calcio femminile e adesso c’è l’assurdo paragone con l’assassinio di Kennedy.

La fisica non mente e Tavecchio è nei guai – Si, perché il 71enne ha detto che “l’assassino di John Kennedy non ha subìto quello che ho subito in questi giorni”. Poi ritorna sulla questione razzismo: “Sono la persona che è riuscita a creare in Italia un sistema di accoglienza per tutti i calciatori che, pur clandestini, non hanno alcun problema per giocare”. Ed infine una buona dose di complottismo all’italiana non poteva mancare: “Ma i fatti in questo Paese non contano, contano le grandi lobby, le persone che in questo momento parlano, scrivono, pubblicano perché ci sono altri padroni”. Le reazioni, come vuole la terza legge della dinamica, non sono mancate. Se Albertini fa notare come adesso tutto è possibile, perché “il Palazzo scricchiola”, Giorgio Chiellini e Daniele De Rossi si dicono “sconcertati da Tavecchio”. Una reazione uguale e contraria al paragone con Kennedy è quella del Presidente del Torino, Urbano Cairo, il quale sostiene: “Mi sembra che nelle gaffe lui ci vada alla grande, mi sembrano cose che non stanno né in cielo né in terra”. Del resto il terzo principio della legge sulla dinamica è sin troppo chiaro: “Se un qualche corpo, urtando in un altro corpo, in qualche modo avrà mutato con la sua forza il moto dell’altro, a sua volta, a causa della forza contraria, subirà un medesimo mutamento del proprio moto in senso opposto”.

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