Bloccati 4 mila pensionamenti nella scuola – Il Ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, ha annunciato che “il governo presenterà 4 emendamenti soppressivi di alcuni punti del dl Pubblica amministrazione tra cui la cosiddetta quota 96, che sbloccava 4 mila pensionamenti nella scuola”. Una cambio verso inaspettato e, forse, frutto dell’ammonimento del dimissionario Cottarelli. La norma è stata ritirata, perché “non c’è copertura in termini di fabbisogno e indebitamento netto ai sensi delle norme sulla contabilità”. Secondo la Ragioneria per assicurare la neutralità degli effetti per il 2014 “la riduzione da apportare si deve attestare a 45 milioni di euro”. A quanto pare la Ragioneria dello Stato ha riportato sulla terra il governo, che aveva osato troppo. Chissà cosa dirà l’ex commissario della spending review Carlo Cottarelli che, anche a causa di questo aspetto del dl sulla Pubblica amministrazione, si era fatto da parte.

Rivisti anche i limiti d’età pensionabile per professori universitari e medici – Cottarelli, inoltre, aveva ragione anche su i limiti d’età pensionabile per professori universitari e primari. A tal proposito un emendamento del governo al dl sulla Pa rivede i limiti d’età per il pensionamento d’ufficio, eliminando il tetto dei 68 anni inserito per professori universitari e primari. L’attuale legge Gelmini consente l’uscita obbligatoria per i docenti universitari a 70 anni e la Ragioneria di Stato ha fatto sapere che un’anticipazione biennale “determina oneri non quantificati”. Immutate, invece, le altre soglie per i dipendenti pubblici. Rimangono a 62 anni per loro e 65 anni per i medici. Salta anche l’emendamento che prevedeva dei benefici per le vittime del terrorismo. L’obiettivo dell’esecutivo di larghe intese e del Ministro Madia era quello di svecchiare i dipendenti pubblici tramite le vecchie regole pre-Fornero di “quota 96”. Dopo le parole di Cottarelli, però, è arrivata la sentenza matematica della Ragioneria di Stato a ridimensionare il progetto.

Frizioni tra Renzi e il Ministro Padoan? – Il governo Renzi deve fare marcia indietro e a questo punto si diffondono voci di alcuni malumori tra il premier e il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il quale avrebbe la stessa visione della realtà economica del Paese del dimissionario commissario Cottarelli e guarda caso proprio durante l’esame del decreto sulla Pubblica amministrazione, il sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini aveva espresso il parere contrario del ministero. Insomma, sembrano riecheggiare le parole di Carlo Cottarelli di qualche giorno fa: “Si sta diffondendo la pratica di autorizzare nuove spese indicando che la copertura sarà trovata attraverso future operazioni di revisione della spesa o, in assenza di queste, attraverso tagli lineari delle spese ministeriali”. E su queste dichiarazioni è intervenuta anche Forza Italia che, tramite Mariastella Gelmini, fa sapere come “le previsioni sull’economia italiana segnalano un autunno di burrasca e le parole del commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, devono essere motivo di riflessione per tutti”.

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