La zona pedonale di Praga – Per chi ha la fortuna di viaggiare in Europa, per piacere o per lavoro, si può rendere conto della presenza o meno di isole pedonali nelle città. Luoghi ampi o ristretti in cui le cittadine ed i cittadini riescono a muoversi senza troppi problemi. Ci sono due capitali del vecchio continente che, più di altre, possiedono questi sistemi di viabilità che permettono di comprendere se un’isola pedonale può essere funzionale o meno in una città contemporanea. Iniziamo da Praga, la Parigi dell’est. Il luogo centrale del suo fascino è sicuramente Karluv Most, il Ponte Carlo. Un tempo era una via trafficata (al centro anche di alcuni conflitti bellici) e consentiva il passaggio di ben quattro carrozze affiancate, ma oggi è una zona pedonale. Sopra il fiume Moldava ci sono artisti di strada, musicisti e pittori che animano il passaggio di turisti e viaggiatori, i quali si spostano da una parte all’altra di Praga. È la meta preferita per gli innamorati, per chi vuole ammirare uno stupendo panorama (soprattutto di sera) e rilassarsi (in estate) tra un concerto jazz e altri spettacoli particolari.

Le rare zone pedonali a Berlino – Per raggiungere il luogo è sufficiente spostarsi a piedi, oppure usufruire dei mezzi di trasporto locali che sono puntuali ed efficienti. A proposito di precisione dei veicoli pubblici, come non citare la capitale della Germania con la sua imponente “U-Bahn Berlin”. La metropolitana si snoda per 482 km e collega ogni angolo della città. Poi ci sono piste ciclabili e bus che completano l’ambiente berlinese. Insomma, spostarsi a Berlino non è difficile. Tutto questo fa si che il numero di automobilisti tenda a diminuire nel tempo e sotto alcuni punti di vista sembra che l’automobile sia quasi fuori moda. Questo fa si che le isole pedonali non siano molte. Gli abitanti di Berlino riescono a ritagliarsi zone di relax e tranquillità anche senza usufruire di ampie aree pedonali, grazie a numerosi parchi immersi nel verde. Veri e propri polmoni cittadini, come Tiergarten. Con mezzi pubblici efficienti, la politica dell’amministrazione locale è quella di favorire gli abbonamenti per i trasporti tra i vari utenti ed inoltre si aumenta volutamente il prezzo dei parcheggi a pagamento nelle zone dei negozi, in modo da scoraggiare le persone ad utilizzare la macchina per gli spostamenti in città.

L’isola pedonale di Messina non è sostenuta dall’urbanistica circostante – Uno dei vantaggi in un mondo globalizzato è quello di poter scorgere simili notizie con facilità e apprendere particolarità e spunti per la città in cui si vive. Probabilmente l’amministrazione di Messina non è riuscita a cogliere il modo in cui si creano le isole pedonali. Come nella costruzione di un palazzo, infatti, non si può partire dal terrazzo. Sono necessarie, in primis, le fondamenta. Innanzitutto occorre chiedersi se in una città come quella dello Stretto i mezzi pubblici funzionano. La risposta è negativa. Sono poco frequenti, le fermate degli autobus sono da terzo mondo se paragonate a quelle delle altre parti d’Italia e i ritardi, spesso e volentieri, sono il tratto distintivo del servizio. Praticamente un disastro. Per non parlare delle aree di parcheggio. Quelle presenti sono quasi tutte a pagamento, oppure della viabilità rallentata da una mole eccessiva di semafori che andrebbero sostituiti con rotonde per una migliore circolazione. Infine come non considerare l’assenza di piste ciclabili, pedonali e di aree verdi chiuse al traffico? Messina latita di tutto ciò.

L’esempio di Bari e le strumentalizzazioni politiche – Per un simile motivo, prima di pensare ad un’isola pedonale degna di questo nome, occorre risolvere problemi più che decennali di questa città. È ovvio che l’attuale amministrazione non ha la bacchetta magica, ma alcune decisioni si sarebbero potute prendere in questi mesi. L’esempio di una grande città del sud come Bari è sotto gli occhi di tutti. Quando l’attuale sindaco Decaro lavorò nei trasporti a fianco di Michele Emiliano,contribuì a realizzare i tre park&ride, il park&train, il bikesharing e il biciplan comunale. Magari a Messina si fosse partito da progetti del genere. Invece si è voluto fare qualcosa in grande, senza tener conto dell’architettura del luogo. Il risultato è sotto gli occhi dei cittadini. Oggi l’isola pedonale è strumentalizzata dalle parti politiche. Un settore del Pd la difende ed un’altra corrente la vuole utilizzare per mettere i bastoni tra le ruote al primo cittadino Accorinti. Lo stesso fa Forza Italia e altre forze politiche del centrodestra e in questi mesi di vita la zona pedonale è stata anche soggetta ad atti vandalici, frutto dell’inciviltà che anima Messina. A questi si contrappongono cittadini scesi in piazza, negli ultimi giorni, per difendere il progetto. Ma la soluzione della questione potrebbe essere al di là delle fazioni contrapposte e occorrerebbe chiedersi se a Messina, prima di avere un’isola pedonale, non occorra cambiare radicalmente altri aspetti che da troppo tempo caratterizzano la città dello Stretto.

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