Riforma Senato, l’aut aut dei ribelli Pd e FI che fa tornare in gioco il M5s

Ok Senato? E Renzi pensa alla legge elettorale – L’approvazione della parte principale della Riforma del Senato, presente nell’articolo 2, ha messo di buon umore il premier Matteo Renzi. Il Presidente del consiglio sa di essere ad una svolta con il simbolo riformista del suo mandato e per questo motivo guarda oltre. Pensa all’Italicum da rivedere in alcuni aspetti (come annunciato qualche giorno fa) ed è pronto a incontrare, di nuovo, Silvio Berlusconi per parlare della riforma elettorale. Seguendo l’imperativo categorico secondo il quale le regole si scrivono insieme, il segretario del Partito democratico ha già chiarito che intenderà vedere il leader di Forza Italia al più presto. Difficile prescindere dall’ex Presidente del consiglio, perché il suo movimento in Parlamento ha un peso numerico non indifferente. Dunque, qualora si volesse modificare la legge elettorale, è necessario trattare anche con il partito di centrodestra.

“È importante che Berlusconi sia al tavolo della riforma elettorale” – E’ trascorso solo qualche giorno da quando Mariastella Gelmini ha riconosciuto a Renzi il “merito di aver abbattuto il muro dell’antiberlusconismo”, che l’ex sindaco toscano si spinge oltre la linea dell’orizzonte politico tracciato: “È importante che Berlusconi sia al tavolo della riforma elettorale, come è stato a quello della riforma costituzionale. Questo è un elemento di serietà del sistema, sarebbe un segnale importante”. La risposta positiva, tramite Twitter, non si è fatta attendere da parte del consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti: “Per #riforme e legge elettorale @forza_italia c’è. Le regole si scrivono insieme #unademocraziaditutti”.

La mossa di Matteo Renzi è dovuta, in primis, alla tenuta del patto del Nazareno in Senato. I forzisti, seppur con la defezione di Augusto Minzolini, hanno rispettato quell’accordo politico e a differenza di una frangia di dodici senatori del Partito democratico, hanno votato l’essenza del ddl Boschi. Tanto basta al premier per mettere nero su bianco altre intese.

“Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più” – Probabilmente la prossima settimana ci sarà un faccia a faccia tra Berlusconi e Renzi, ma ancora non ci sono date certe. L’unico pilastro ben saldo, al momento, è il Patto del Nazareno. L’accordo prevede un Senato non elettivo, con l’abolizione dell’attuale bicameralismo, una riforma della giustizia e un accordo sul prossimo inquilino del Quirinale. Ed è proprio su quest’ultimo punto, molto probabilmente, che si scatenerà una polemica politica nelle prossime ore. La minoranza Pd è già sul piede di guerra e il Movimento cinque stelle non risparmierà critiche. Se Renzi si augura di approvare la riforma elettorale entro l’anno e di avere una maggioranza parlamentare molto ampia, ha iniziato in salita la sua corsa. Un percorso ad ostacoli, proprio come quello del Senato, attraverso il quale si potrebbe raggiungere la meta agognata solo se al tavolo di questa riforma dovesse sedersi Berlusconi. Già è pronto il motivetto che accompagnerà il rinnovato patto del Nazareno: “Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più, se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu. Gli amici a questo servono, a stare in compagnia, sorridi al nuovo ospite non farlo andare via, dividi il companatico, raddoppia l’allegria”.

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