I dati inquietanti di Open Doors – I venti di guerra soffiano sempre più forte in diverse parti del mondo. Tra Africa, Medio Oriente, Ucraina e vari conflitti in Asia la situazione è molto delicata. In questo panorama caotico, anche i cristiani sono stati presi di mira. Un esempio su tutti è quello riguardante la Nigeria, dove il gruppo terrorista e islamista Boko Haram si rende protagonista di violenze inaudite nei confronti dei cattolici. Persone, a prescindere dall’età, sgozzate e torturate. Chiese, abitazioni e negozi assaltati e bruciati. Mai come in Nigeria l’eccidio di cittadini di fede cristiana raggiunge cifre incredibili. L’associazione impegnata nella difesa dei cristiani nel mondo, Open Doors, sostiene che solo nei primi tre mesi del 2014 sono morti 5.479 cattolici. Purtroppo, però, non è solo la Nigeria ad essere teatro di queste azioni barbare. Altro Paese nel caos dove si sta cercando di islamizzare a forza la popolazione è l’Iraq.

“L’Europa è cieca e muta davanti alle persecuzioni” – A Mosul, meno di quindici giorni fa, i cristiani sono stati costretti ad abbandonare la città, le loro case sono state marchiate dai fanatici con una N (come Nazareno) e quelli rimasti sono stati obbligati a convertirsi all’Islam. Altre zone critiche dove si verificano eventi anche più gravi di questo sono la Siria, l’Eritrea, l’Egitto, il Pakistan, l’Iran, alcuni Stati del Centro Africa, Kenya, Sudan, Myanmar, Venezuela, Messico, Colombia, India e anche i Paesi sotto dittatura comunista come la Cina e la Corea del Nord. Purtroppo per loro non sventola nessuna bandiera della pace e nessun utente facebook sostituisce la propria foto del profilo con la frase “Stop bomb Gaza”. Non è abbastanza radical chic denunciare la morte brutale di centinaia di migliaia di cristiani all’anno da parte di islamisti e comunisti. L’Europa, in particolar modo, sembra poco attenta ad un eccidio del genere. “Appare – dal punto di vista della Cei – distratta ed indifferente, cieca e muta davanti alle persecuzioni di cui oggi sono vittime centinaia di migliaia di cristiani”.

L’accusa del cardinal Bagnasco e la preghiera del 15 agosto – Il Presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, parlando alla Radio Vaticana sostiene come “ogni cinque minuti non si può più tollerare l’uccisione di una persona per ragioni di fede, per nessuna ragione, ma prima di tutto per ragioni di fede”. Il porporato pone all’attenzione queste tragedie, anche in vista del viaggio di Papa Bergoglio in Corea del Sud. Una terra che gronda sangue di martiri cristiani. Di fronte a tutto ciò e ad altri eventi tragici, la Cei ha deciso di alzare la voce: “L’Occidente non può continuare a volgere lo sguardo altrove, illudendosi di poter ignorare una tragedia umanitaria che distrugge i valori che l’hanno forgiato e nella quale i cristiani pagano il pregiudizio che li confonde in modo indiscriminato con un preciso modello di sviluppo”. Il Pontefice, del resto, in alcuni suoi interventi ha ricordato che “ci sono più cristiani perseguitati oggi che nei primi secoli”. Per loro e per attirare la generale indifferenza internazionale, la Cei ha indetto per giorno 15 agosto una giornata di preghiera per i cristiani perseguitati nel mondo.

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[AP Photo/Slamet Riyadi]

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