Crocetta, il Pd Sicilia e la maschera di Pirandello

Si riprende a litigare e la Sicilia attende le riforme – La situazione politica in Sicilia è sempre più ingarbugliata. Con la nascita della corrente “renziana di governo”, benedetta dal vicesegretario Guerini e orchestrata dall’ex Ministro Cardinale, sembrava fosse scoppiata la pace tra il Governatore Rosario Crocetta e il Partito democratico. Invece si trattava soltanto di un’allucinazione. L’ex sindaco di Gela e il Pd hanno ripreso a litigare. L’uno accusa l’altro di bloccare il processo delle riforme e intanto la Sicilia aspetta una rivoluzione che è comparsa soltanto nei cartelloni pubblicitari della campagna elettorale del vulcanico presidente dell’isola. Quelli più impazienti, difficile dargli torto, sono le ragazze ed i ragazzi che non hanno un lavoro o l’hanno perso, oppure tutti quei lavoratori degli enti di formazione che non sanno quale sarà il loro futuro e non vengono pagati ormai da molti mesi. È una situazione insostenibile soprattutto per queste persone. A ciò, inoltre, va aggiunto la mancanza di prospettiva in un settore chiave come quello del turismo. Poco o niente è stato fatto in un contesto potenzialmente ricco di opportunità.

“Nel Pd chi chiede il rimpasto è lo stesso che blocca le riforme” – Nessun progetto per il futuro dei siciliani. Tante parole e pochi fatti. E a tal proposito Crocetta punta il dito contro i partiti, soprattutto il Pd, perché sarebbero la causa della mancanza di riforme e del basso profilo della finanziaria approvata dall’Ars. Per il fondatore del Megafono serve un cambio di passo della politica, perché il suo governo è continuamente ostacolato da chi non vuole cambiare. Alla proposta del segretario regionale cuperliano, Fausto Raciti, di realizzare un rimpasto di governo per mettere da parte i cosiddetti tecnici in favore dei politici, Rosario Crocetta ha risposto negativamente. Per il Governatore non è questo il problema: “Cambio di passo del governo? Ci vuole un cambio di passo della politica. Molte cose sono state frutto in questa finanziaria di odi e vendette trasversali. Deve cambiare passo chi vuole conservare il sistema a meno che non si voglia che questo governo mantenga lo status quo. E nel Pd chi fa questa richiesta è lo stesso che blocca le riforme”.

Una scena degna di un novella di Pirandello – È chiaro che due visioni contrapposte si fronteggiano e sono entrambe componenti del Partito democratico (anche se a ciò andrebbe aggiunto il duro botta e riposta tra il Governatore e l’Udc di Giampiero D’Alia). Sembra di assistere ad una novella di Luigi Pirandello, dove i protagonisti indossano delle maschere e non si comprende quali siano le loro reali intenzioni ed idee, la loro personalità. È vero che tutti cerchiamo di adattarci alle situazioni scegliendo la maschera più opportuna in base al contesto in cui viviamo ma, nello stesso momento, con riferimento al continuo muro contro muro tra Crocetta e buona parte del Pd, occorrerebbe comprendere quali siano le vere intenzioni delle parti. La concezione filosofica della maschera di Pirandello, in questo ambito, può essere molto utile. Può mettere in evidenza alcuni atteggiamenti assunti per un determinato fine e contemporaneamente, a causa della vicenda intricata, sarebbe importante far si che questa maschera cada per riuscire a capire, una volta per tutte, le mire e gli interessi di entrambe le fazioni. Più che per scrupolo giornalistico, per l’interesse e il futuro della Sicilia.

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