S. Francesco, dalle tavole del giaciglio francescano alle tavole di Altan

Una mostra veramente sui generis porta di nuovo alla ribalta uno degli strumenti principali della cosiddetta cultura di massa. A partire dal 2 agosto fino alla fine del mese nel chiostro del Convento dei Frati Minori di Villa Verucchio, nel riminese, sarà possibile rileggere la vita di S. Francesco di Assisi nelle trasposizione realizzate lungo gli anni nelle strisce dei fumetti. Tutti sono concordi oggi nel dire che non solo il fumetto è perfettamente integrato nella vita di tutti i giorni, ma rappresenta anche un fenomeno che in qualche maniera la struttura, e la influenza. Anche se non ha la potenza del cinema, il fumetto è un forte mezzo di comunicazione, e rappresenta anche un reale strumento di interscambio tra diverse culture. Basterebbe pensare alla diffusione che hanno avuto le strisce di Charlie Brown, che, pur essendo dei comics dalle caratteristiche molto specifiche, e sofisticate, hanno avuto un successo planetario e tanti ragazzi italiani sono cresciuti insieme alle battute e ai luoghi comuni di Snoopy e di Linus, la cui coperta è entrata a tutto diritto perfino tra le parole della psicologia.

L’itinerario espositivo dedicato al Francescano patrono d’Italia racconta la sua vita e il suo percorso spirituale attraverso lo sguardo di tanti fumettisti anche provenienti da paesi e culture diverse. Questo ci fa notare che il fumetto è un nuovo testimone del processo di globalizzazione della cultura. Per fortuna S. Francesco è uno straordinario modello positivo. Questo excursus parte prendendo spunto dal fumetto italiano del dopoguerra dove la figura di Francesco viene interpretata in un aura tra storia e leggenda dal grande Franco Caprioli. Con tante sfumature diverse hanno incrociato con questa figura le punte della matite artisti del fumetto come, Giacinto Gaudenzi, Francesco Gamba, e un giovane già molto capace di nome Gianni De Luca. E poi ancora Renato Frascelli, Gino Gavioli, fino ai più contemporanei Alberto Azzimonti e Simone Delladio.

Negli anni ottanta si cimentò anche la Marvel con “St. Francis, brother of universe”. Qui la scrittura dei testi di Marie Severin e i disegni del famosissimo John Buscema diedero vita ad un personaggio dalla vena leggermente fantastica, quasi, vista la casa editrice, come un supereroe. È impossibile non nominare il tratto meticoloso e inquieto di Dino Battaglia che ne tratteggia una figura a metà tra il sogno e la realtà, quasi a sottolinearne la spiritualità, che quasi si astrae dal tema religioso, cercandone una essenza che va oltre il senso dell’universo o del “creato”, come direbbe il Fraticello.

Il fumetto comunque crea un mondo, e dalla fine della seconda guerra mondiale questo mondo è entrato tra gli interessi anche del mondo degli intellettuali, al punto che oggi esistono una serie di studi che tendono ad analizzarne le strutture ed i codici narrativi. Con l’esplosione dei sistemi di comunicazione di massa anche il mondo dell’arte ha trovato delle connessioni straordinarie che hanno visto la nascita della pop art e una serie di altre forme espressive, come la vignetta.
E anche Altan che è uno dei maestri in questo campo di comunicazione tanto efficace e corrosivo, si è cimentato con l’illustrazione di certi passi della vita del Santo. Poca aderenza alla storia, ma grande sagacia e spirito rispettoso pur nell’ironia.

L’abbinamento tra immagini e parole ha dato luogo ad un sistema di espressione autonomo che oramai ha delle caratteristiche anche estetiche, per cui possiamo dire che, come in tutte le forme artistiche che abbracciano la comunicazione e l’espressione, esistono fumetti di qualità e alcuni di tono minore, ma tutti sicuramente favoriscono efficacemente la trasmissione di informazioni, in tanti casi anche culturali. Più è “alto” il soggetto più può essere elevato il disegno e la rappresentazione, ma quasi sempre il fumetto possiede un alto potere conoscitivo. Le immagini si stampano meglio nella mente e permangono a lungo se sono belle e tecnicamente gradevoli, per cui è bello e conveniente a volte trasformare in fumetto le storie che si vuole lascino un impronta. Hanno rifatto a fumetti anche la storia d’Italia, ma tra i chiaroscuri della china non era possibile inserire tutte le zone poco chiare del paese. Nel candore e nella chiarezza di S. Francesco non poteva creare zone scure nessuna matita.

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