Palazzo Madama

Via libera al Senato dei 100 – Nelle ultime ore il governo ha segnato una grande vittoria e ha approvato il cuore pulsante del ddl Boschi. Si tratta dell’articolo 2 che prevede la rivisitazione dei membri di Palazzo Madama ridotti a 100 all’interno di un Senato non elettivo. I consigli regionali ne sceglieranno 95, mentre i restanti 5 saranno di nomina presidenziale e resteranno in carica per 7 anni.I senatori saranno così ripartiti: 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 personalità illustri nominate dal presidente della Repubblica. I favorevoli al testo sono stati 194, i contrari 26 e gli astenuti 8. Assenti ai lavori parlamentari il M5s e la Lega Nord, seguite a ruota da Sel. È rimasta in aula, invece, Forza Italia che come concordato (a parte qualche dissidente come Augusto Minzolini) ha dato il proprio sostegno al testo. Dal momento in cui le opposizioni hanno deciso di mettere in piedi una sorta di “Aventino 2.0”, i lavori sono andati avanti in modo spedito e oggi l’esecutivo potrebbe porre il voto di fiducia.

Il canguro ha fatto decadere 4504 proposte di modifica – A questo punto si è ad una svolta per l’approvazione della riforma del Senato e l’ostruzionismo e il caos da parte delle opposizioni non è servito, perché il Presidente Pietro Grasso ha applicato, ancora una volta, la tecnica del canguro che ha permesso di far decadere altri 1300 emendamenti. E con questa tecnica sono già state votate o accantonate 4504 proposte di modifica, su un totale di poco meno di ottomila. Il governo è a metà strada e per fa votare i restanti emendamenti ha ancora poco più di una settimana. L’imperativo categorico di Renzi è stringere i tempi e cercare un dialogo con le opposizioni in modo da aggirare l’ostruzionismo ed essere certo di andare in vacanza con la votazione positiva, in prima lettura, del ddl Boschi. Missione impossibile? Difficile dirlo, perché la situazione è in continuo divenire. Sta di fatto che le opposizioni sono ormai sul piede di guerra e non sono disponibili ad alcun confronto (ad eccezione di Sel che ha aperto uno spiraglio) e tra i 26 “no” all’articolo 2 del Senato non elettivo dei 100 ci sono12 dissidenti del Pd e uno del Nuovo centro destra.

Il M5s punta il dito contro il Presidente Grasso. Gravi accuse – Nelle votazioni successive, questo malumore all’interno della maggioranza, potrebbe essere un problema per il governo e così questi dubbiosi potrebbero unirsi al coro di M5s, Lega e Sel. In particolar modo i grillini hanno preso di mira il Presidente del Senato. Pietro Grasso è etichettato sul blog di Beppe Grillo come “un grigio funzionario governativo incaricato di fare del regolamento stracci per la polvere. Un qualsiasi Oblomov (il personaggio di Gončaròv) dimessosi dal suo posto di funzionario per timore del rimprovero del suo capoufficio a causa di un piccolo errore commesso. Però molto più disinvolto del suo omologo letterario, grigio sino ad un certo punto, perché più lesto nel servire il suo zar per fas et nefas”. Molto duro nei confronti del ddl sulle riforme costituzionali anche il senatore di Forza Italia Augusto Minzolini: “Quello che stiamo facendo finirà sui libri di storia, perché non si è mai vista una cosa del genere. Sta diventando una sorta di parodia. E visto che la satira a me piace vederla dal di fuori, non voglio essere uno dei protagonisti di questa parodia”. Ai posteri l’ardua sentenza.

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