“Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”. Questa espressione è quella che meglio di ogni altra descrive ciò che è avvenuto ieri sera in consiglio comunale a Taormina. Nonostante le tante problematiche irrisolte nella Perla alcuni consiglieri comunali hanno deciso di “portare” nuovamente all’attenzione del civico consesso in maniera “indifferibile ed urgente” e votando poi l’immediata esecutività, la nomina del Commissario Liquidatore dell’ASM: si capisce che sono tanti davvero gli “appetiti” che ruotano intorno alla Municipalizzata e che ad alcuni nostri politici interessano più di ogni altra cosa le “rivalse personali” piuttosto che il bene della Città.

Ciò che è avvenuto ieri è al limite di qualsivoglia tipo di raziocinio e ai confini della saggezza. Come si ricorderà la nomina del Commissario Liquidatore dell’ASM ha assunto dei contorni che potrebbero essere definiti tragicomici, se non fosse per i risvolti giuridico-economici che produce. Come si ricorderà mesi addietro il consiglio comunale votò la sfiducia al Commissario Liquidatore Cesare Tajana e lo sostituì provvisoriamente con il Dirigente Pappalardo. A Pappalardo subentrarono dapprima l’Ing. Garufi e successivamente l’ex Assessore comunale Vincenzo Scibilia. Quest’ultimo non ebbe di fatto neanche il tempo di insediarsi dato che l’ex Commissario Liquidatore Cesare Tajana nel frattempo aveva proposto istanza di revoca del provvedimento presso il TAR competente (che rigettò la richiesta ndr) e successivamente presso il CGA che con apposita Ordinanza di fatto reintegrava Tajana a capo dell’ASM.

Scrive il CGA: “Considerato che l’appello sembra, nei limiti di delibazione propri della fase cautelare e salvi gli approfondimenti propri della sede di cognizione, assistito da “fumus”, almeno per quanto riguarda la incontestata partecipazione alla seduta consiliare (e addirittura alla deliberazione finale) di un componente in condizioni di assai probabile incompatibilità. Considerato che secondo l’orientamento giurisprudenziale prevalente la partecipazione alla riunione del consiglio comunale di un consigliere incompatibile comporta “ex se” effetti vizianti, indipendentemente dalla prova di resistenza, potendo inquinare la serenità ed obiettività della discussione. Considerato altresì che necessitano adeguato approfondimento anche i profili riguardanti l’incompetenza dell’organo consiliare ad adottare il provvedimento costitutivo di revoca/decadenza da una carica a suo tempo conferita dal sindaco.Considerato che la revoca dell’incarico e le motivazioni addotte a supporto della stessa comportano il danno grave ed irreparabile lamentato dal ricorrente; Considerato pertanto che va sospesa l’efficacia degli atti impugnati: P.Q.M. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, accoglie l’appello (Ricorso numero 466/2014) e per l’effetto in riforma dell’ordinanza impugnata, accoglie l’istanza cautelare in primo grado”.

Come si evince chiaramente dal dispositivo, che pur non essendo decisorio in modo definitivo, sottolinea chiaramente che i motivi per cui l’istanza è stata accolta non sono solo riconducibili alla presenza nel consiglio comunale del consigliere comunale Graziella Longo (ieri assente) sorella dell’ex Direttore generale dell’ASM Gaetano Longo “licenziato” dal Tajana, ma anche nel fatto che se originariamente lo stesso è stato nominato dal Consiglio comunale, pur essendo queste nomine di competenza del Sindaco, non poteva essere il consiglio comunale a chiederne la rimozione. Ieri per questo motivo alcuni consiglieri non hanno voluto partecipare alla votazione, altri invece, pur non condividendo il provvedimento hanno votato a favore per la revoca dell’incarico a Tajana, come il Pd dell’assente consigliere comunale Graziella Longo.

Al posto di Cesare Tajana è stato quindi nominato provvisoriamente Agostino Pappalardo, ma certamente questo atto del consiglio comunale non finirà di creare ulteriori strascichi: già si parla di una missiva al Prefetto da parte del Tajana. Certamente appare una forzatura il fatto che dei consiglieri comunali, sprovvisti delle necessarie competenze giuridiche, possano stravolgere un pronunciamento di uno dei massimi organi di Giustizia Amministrativa.

Durante la seduta inoltre il consigliere Piero Benigni (… perché non il Sindaco o il suo Vice?) ha annunciato la nomina ad Assessore di Gaetano Carella che subentra al dimissionario Salvo Fiumara: tra le deleghe assegnategli il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) ed i Lavori Pubblici.

Alla fine della seduta il consigliere comunale Nunzio Corvaja ha letto una richiesta indirizzata alla Giunta con la quale si vuole scongiurare il rischio che a poco meno di cinque anni anni dal suo insediamento il Parroco di Taormina Salvatore Sinitò lasci il suo incarico. A dire il vero la notizia circolava “ufficiosamente” da tempo in Città e se da un lato vanno apprezzate alcune decisioni dallo stesso prese, quale quella di riaprire alla pubblica fruizione molti edifici di culto, prima chiusi, d’altro canto va approfondita la questione inerente la gestione economica della Parrocchia.

Come hanno pure scritto alcuni organi di stampa la gestione finanziaria appare avere in conti in attivo…”pure troppo” diremmo noi! A riguardo è stato presentato un voluminoso “faldone” nei competenti uffici della Curia e certamente la questione verrà “attenzionata” dall’Arcivescovo di Messina Calogero La Piana e dal Cardinale Romeo, ma non mancherà di far discutere ulteriormente la comunità taorminese di fedeli, divisa come sempre tra “sostenitori e detrattori”.

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