Stregati dai Simple Minds

Era il 1977 quando Jim Kerr e il chitarrista Charlie Burchill decidevano di fondare a Glasgow il gruppo. Era il 1979 quando esordivano con il loro primo album, Life in a Day, ottenendo un discreto successo e inserendosi nella corrente di musica elettronica post-punk che in quel momento prendeva sempre più piede. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti ma il tempo non sembra aver scalfito minimamente i Simple Minds, band che negli anni ’80 si è consacrata con New Gold Dream, uno degli album più rappresentativi del movimento new wave.

Dopo il Greatest Hits Tour, che ha visto il gruppo scozzese impegnato tra il 2013 e il 2014 in vari luoghi del mondo, con solo una data italiana (all’Alcatraz di Milano lo scorso febbraio), Jim Kerr e soci hanno deciso di proseguire i festeggiamenti per l’uscita del triplo cd “Celebrate: The Greatest Hits (Virgin Records)” con ulteriori concerti tutti “made in Italy”. Da Taormina a Roma passando per Molfetta, ed ancora Ferrara e Lignano Sabbiadoro per concludere al Le Gru di Torino. Tutto nel mese di luglio. Tutto nell’arco di una settimana. Un vero e proprio tour de force che ha allietato gli accaniti sostenitori della band, ansiosi all’idea di rivedere e riascoltare dopo tanto tempo i propri idoli.

La scaletta ha subito ben poche variazioni. Non potevano mancare all’appello Alive and Kicking, Sanctify Yourself e Mandela Day, l’inno in onore di Nelson Mandela per eccellenza. Standing ovation per uno dei pezzi più in auge, Someone Somewhere (in Summertime). Classica apertura con la potenza e la forza di Waterfront. La dolcezza e la sensualità della ballata Let It All Come Down. Il tormentone Don’t You (Forget About Me), che ha visto la voce del pubblico fondersi perfettamente con quella di Kerr. Non poteva mancare anche la rivisitazione superba di Dancing Barefoot, brano di Patti Smith affidato dal gruppo ad una brava vocalist che, sinuosa e con passo felino, si è mossa sul palco deliziando gli spettatori con la sua splendida voce graffiante. Una pantera.

La magia della chitarra di Burchill, la poderosa batteria di Gaynor e il preciso basso di Grimes si sono congiunti alle doti e alla profondità vocale di un tonico Kerr. I Simple Minds ancora una volta sono riusciti a stupire e ad attirare una gran mole di pubblico, il più disparato, dai ventenni ai cinquantenni ed oltre. Il tripudio di applausi elevatosi ad ogni tappa ha reso ai Simple Minds il giusto tributo e ringraziamento per i 35 anni di carriera. Qualcuno si sta già chiedendo quando sarà possibile rivederli. Il loro fascino intramontabile continua a stregare.

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