I Parchi Letterali in Sicilia

Nuovi percorsi del turismo siciliano sono I Parchi Letterari che tracciano un itinerario storico-culturale segnato dalla vita e dalle opere di grandi scrittori siciliani, che hanno fatto della loro terra principale motivo della loro narrazione e sono diventati nel tempo l’orgoglio della Sicilia. La realizzazione dei Parchi Letterari siciliani permette il recupero dei valori territoriali, come matrice d’identità, di energie economiche, e sociali, un efficace incontro tra letteratura e territorio e un volano per la promozione turistica culturale.

Nella riviera dei Ciclopi si snoda il Parco Letterario intitolato a Giovanni Verga o meglio al suo capolavoro “I Malavoglia”, passeggiando tra Acicastello e Acitrezza incontri la piazza, la chiesa e la casa del Nespolo. I luoghi verghiani abbracciano una vasta area e dal mare del borgo di Trezza giungono all’entroterra siciliano delle terre di Vizzini, circondate dall’altipiano degli Iblei, alla piana di Catania che introduce alla città etnea che con i suoi palazzi barocchi fa da cornice alla vita cittadina dell’illustre scrittore. A Vizzini obbligo è la visita a Palazzo Trao, casa di Mastro Don Gesualdo Motta, al Palazzo Rubiera e al Palazzo La Gurna, dove si tenne il banchetto nuziale di Mastro Don Gesualdo e Donna Bianca Trao. Una capatina va fatta alla piazzetta del villaggio che vide compare Turiddu e compare Alfio scambiarsi il bacio della sfida in “Cavalleria Rusticana”. Per le manifestazioni verghiane in programma ogni anno dal 23 al 31 agosto vengono messe in scena con importanti trasposizioni teatrali le grandi opere di Giovanni Verga.

Tra Scilla e Cariddi troviamo il parco Horcynus Orca, dal celebre romanzo di Stefano D’Arrigo, che abbraccia tutta l’area dello Stretto, la piana di Gioia Tauro, le Isole Eolie e l’Etna. Il Parco Horcynus Orca propone delle offerte formative e dei percorsi ludico-didattici rivolti alle scuole primarie e secondarie ed è sede di un festival che la prima settimana di agosto porta il meglio della produzione artistica internazionale sulle sponde dello Stretto di Messina, sempre con lo sguardo rivolto alle produzioni del Mediterraneo. La Fondazione Ippolito Nievo e l’Associazione Culturale Pegaso hanno inaugurato nel 2003 il Parco Letterario “Elio Vittorini”. Con la nascita del Parco letterario intitolato allo scrittore siracusano, profondo conoscitore della letteratura statunitense contemporanea, è stato ideato un lungo percorso guidato, che si snoda nell’isola di Ortigia, denominato il “Viaggio Sentimentale – Il Garofano Rosso”. Modica, città natale, Roccalumera, luogo d’origine della sua famiglia, a cui sono collegate nel filo di una memoria lirica Messina, Tindari, le Eolie, Siracusa, l’Anapo con Pantalica questo il vasto parco letterario dedicato a Salvatore Quasimodo voluto da Alessandro Quasimodo, unico erede vivente dello scrittore, che ha così riunito tutti i luoghi e tutte le persone che hanno contributo a divulgare le opere del celebre premio Nobel in Sicilia.

Il Parco Letterario dedicato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa comprende invece un vasto territorio della Sicilia occidentale che da Palermo, dove lo scrittore nacque e scrisse “Il Gattopardo”, si estende a Santa Margherita di Belice nello splendido Palazzo Filangeri Cutò, e a Palma di Montechiaro, luoghi che sono scenari delle pagine del suo romanzo più famoso e importanti tessere della vita dell’autore. Il viaggio letterario continua nella casa natale di Luigi Pirandello, in contrada Caos, ad Agrigento che è al centro del parco che comprende anche la Valle dei Templi e Porto Empedocle. Il parco che mi sta più a cuore è quello di Leonardo Sciascia a Racalmuto. Punto di partenza del percorso è la casa dove lo scrittore nacque e dove abitò tre anni e quella dove visse da ragazzo e dove poi si è trasferito da sposato, dal 1948 al 1957. Entrambe ormai fatiscenti, di recente sono state messe in vendita. Accorato l’appello dell’ex sindaco del paese Enzo Sardo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al governatore siciliano Rosario Crocetta: “Non possiamo permettere che vadano in vendita a un privato cittadino” scrive Sardo, che vorrebbe che le “case possano essere acquistate da un ente pubblico” e “concesse in uso alla fondazione Leonardo Sciascia per utilizzarle come case museo”.

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