Lac de Gafsa

A Gafsa, una località della Tunisia, all’improvviso è apparsa un’immensa pozza, in un’area che prima era totalmente desertica, tanto che anche gli esperti non hanno saputo spiegare il fenomeno. Un lago, in tutto e per tutto, con una grandezza di oltre un milione di metri cubi d’acqua su oltre un ettaro di terreno. Si parla di una profondità tra i 10 e i 18 metri. Ribattezzato dalla popolazione locale Lac de Gafsa, è apparso come un vero e proprio miracolo, che ha spinto tanti a farsi il bagno per trovar refrigerio dai 40° C di temperatura. Ma le autorità della zona hanno provato a mettere in guardia la popolazione del luogo, avvisando che le acque potrebbero essere pericolose, infette o portatrici di scorie, dato che non se ne conosce attualmente la provenienza, e soprattutto perché di acqua stagnante si tratta.

Secondo le indagini condotte da un gruppo di geologi, è possibile che la formazione del lago sia dovuta a dei movimenti sismici che hanno spostato una falda acquifera. Questa tesi però non è sostenuta da tutta la comunità scientifica che vuol esaminare in modo più approfondito l’evento.

E poi, invece, ci sono i superstiziosi apocalittici che hanno interpretato il fenomeno come una sorta di maledizione, i cui effetti si vedranno nei prossimi mesi. I medici locali, invece sono preoccupati di più, per la protezione della salute pubblica ed hanno evidenziato che, “nei primi giorni, l’acqua era cristallina, di colore blu turchese: Ora è verde e piena di alghe: ciò significa che può provocare malattie”. L’altra preoccupazione dei sanitari, è quella di una contaminazione dell’acqua perché la regione di Gafsa, che si trova nella parte centrale della Tunisia, ha anche una delle più grandi miniere di fosfato del paese. Eppure, il video che è stato pubblicato su YouTube, mostra solo persone felici di stare a mollo.

Un altro fenomeno assai bizzarro, si è verificato nei primi giorni del mese di luglio, quando i ricercatori marini dell’Istituto di “La Jolla”, nei pressi di San Diego, California, hanno visto nelle acque antistanti il loro luogo di lavoro, “un enorme banco di acciughe del Nord” e stupefatti hanno esclamato, “mai visto niente del genere”. Per valutare da vicino il fenomeno, alcuni studenti dell’istituto hanno perciò deciso di fare un tuffo ed hanno così constatato, che la temperatura delle acque in quei giorni aveva raggiunto la temperatura da record dei 23° C. Anche in questo caso, gli studiosi non hanno saputo dare spiegazioni, mentre per alcuni, l’insolita presenza del pesce e l’innalzamento della temperatura, sono da attribuire ad un anticipo di El Nino, che giunge tra i due e i sette anni. Il banco di acciughe però, non è rimasto a lungo in California e spostatosi in direzione Nord, giunta la sera era già scomparso, verso altre destinazioni.

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