Il Ministro Franceschini e il futuro del turismo

I dati positivi sul turismo e quelli negativi sul meridione – “Il turismo e’ un settore che mostra segnali di crescita, ha delle potenzialità enormi. Il governo e’ in carica da 5 mesi, abbiamo cercato, partendo da una situazione complicata di mettere a posto una squadra per costruire un quadro di impegni, regole, norme che ci consenta di metterle a frutto. Nel futuro bisogna moltiplicare l’offerta turistica, lavorare sulla digitalizzazione, sulla riqualificazione dell’ospitalità e per la promozione”. Con queste parole il Ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha commentato i dati parzialmente positivi appresi dall’ Osservatorio nazionale del turismo. Stando ai dati del 2013, infatti, ci sarebbe una crescita di un miliardo in più rispetto al 2012 e i primi risultati del 2014 mostrano una crescita del 5,2%. Le quattro regioni che fanno da traino sono la Lombardia, il Lazio, il Veneto e la Toscana. Il sud, invece, genera soltanto il 13% degli introiti. Praticamente una miseria, tenendo presente le potenzialità del meridione.

Le ricette di Franceschini e la proposta della digitalizzazione – È proprio questo il problema. Il nord del Paese fa già la sua parte, seppur con qualche imperfezione, mentre nel Mezzogiorno mancando anche le strutture adeguate per accogliere i turisti. Ecco che le parole del Ministro, sulla digitalizzazione e la riqualificazione dell’ospitalità, sono ricette da applicare in primis al meridione. Franceschini ne sembra consapevole: “Sappiamo che il 15-20% al massimo dei turisti va nel Mezzogiorno. Nel sud ci sono Napoli, Capri, Pompei, Paestum, i sassi di Matera, i bronzi di Riace, la Sicilia e potrei andare avanti all’infinito. E’ assurdo che la zona del Paese con maggior vocazione turistica potenziale non abbia questa capacità di attrazione che invece potrebbe avere con grande crescita economica e non solo per il Sud del Paese”. Già, ma allora che fare? L’esponente del Partito democratico sembra voler puntare su nuove tecniche che nel resto del mondo stanno dando i loro frutti come la digitalizzazione, la quale potrebbe creare nuovi posti di lavoro.

Ospitalità, promozione e tassa di soggiorno più equa – E in merito sostiene: “Ormai ognuno di noi quando si organizza un viaggio, tende a fare tutto da solo sulla Rete e ha infinite possibilità. Su questo noi siamo molto indietro sia come sistema pubblico che come sistema privato”. Le nuove tecnologie, però, non devono mettere in secondo piano la riqualificazione dell’ospitalità, che secondo il Ministro deve essere sempre soggetta ad una rinnovata formazione professionale. Poi c’è la promozione e per l’Italia è un punto chiave: “E’ un pezzo chiave di questa strategia e con le regioni e i Comuni abbiamo già iniziato vari ragionamenti. Vogliamo che andando avanti l’Italia si presenti come sistema Paese, perché siamo attraenti ma sempre un po’ piccoli. Basta con questa lotta fra le singole regioni o città che francamente è un po’ priva di senso”. Infine Dario Franceschini ha parlato della tassa di soggiorno. Un provvedimento necessario, ma che deve essere molto più equo: “E’ impensabile non avere la tassa di soggiorno perché è impossibile pensare di far pagare ai residenti di una città tutte le spese che ruotano attorno ai turisti, ma al momento viene fatta pagare solo a chi va in un albergo, invece non viene chiesto nulla a chi usufruisce di altri servizi. Invece penso sia necessaria e urgente una ridefinizione nazionale della tassa di soggiorno in modo da estendere la platea di chi la paga. Argomento su cui il Parlamento, ci sono diverse proposte di legge, sta già ragionando”.

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