È morto “l’Olandese”, Theodore Van Kirk, l’ultimo sopravvissuto dell’equipaggio dell’Enola Gay, il bombardiere americano, che sganciò la bomba atomica su Hiroshima, in Giappone. Era il 6 agosto del 1945, e alle 8:15 del mattino, il primo ordigno nucleare della storia, mise fine alla Seconda Guerra Mondiale; e mise fine anche ad un vecchio modo di concepire gli attacchi. La nuova era che poi si manifestò con la “Guerra Fredda” e la minaccia dell’uso di armi nucleari, era appena iniziata. Infatti, era la prima volta che veniva usata l’atomica in combattimento. Quel giorno, la morte si espanse ovunque, e la vita venne bandita per lunghissimo tempo. Le generazioni successive a quell’evento, ancora pagano il prezzo dell’orrore.

Theodor Van Kirk, chiamato “l’Olandese”, è morto all’età di 93 anni per cause naturali, lunedì 28 luglio, in una casa di riposo di Stone Mountain, in Georgia. Era lui, il navigatore dell’Enola Gay, bombardiere B-29 Superfortress, e aveva 24 anni all’epoca del tragico accadimento, componente di un equipaggio di 12 persone. Ad Hiroshima, per lo sgancio della bomba “Little Boy”, morirono 145 mila persone, era più della metà della popolazione della città nipponica, situata a Sud Ovest di Honshu, una delle principali isole del Giappone. Dopo tre giorni, un’altra bomba atomica, sarebbe stata sganciata a Nagasaki, dove rimasero uccise 70 mila persone, in quel caso l’altro B-29 usato, “Bockscar” era pilotato dal maggiore Charles W. Sweeney, che sganciò “Fat man”. Si disse che la missione del bombardiere “fu impeccabile dal punto di vista tattico e l’Enola Gay ritornò senza inconvenienti alla sua base di Tinian”.

“L’Olandese” ha dichiarato che “non ha provato rimorsi per aver sganciato l’atomica” la missione di fatto, mise fine al secondo conflitto mondiale ed ha raccontato nel 2010, quella missione al “The Guardian”. In quell’occasione, il reporter gli aveva chiesto se era preoccupato dalla sorte di tutte quelle migliaia di persone che sarebbero state uccise, e lui disse: Quei pensieri li fai prima. Ti rendevi conto di questo quando stavi bombardando la Francia occupata, l’Africa; lo sapevi che quando gettavi bombe da un aereo molte persone a terra sarebbero state colpite gravemente” ma disse anche: “Onestamente credo che l’uso della bomba atomica nel lungo periodo abbia salvato vite umane”. Tuttavia, Van Kirk ha anche espresso la sua diffidenza verso la guerra, nonostante certe azioni allora siano state necessarie, e infatti raccontava che l’esperienza da lui vissuta, durante la seconda guerra mondiale “ha dimostrato che la guerra non risolve nulla. Personalmente penso che non ci dovrebbero essere bombe atomiche nel mondo, dovrebbero essere abolite. Ma se qualcuno ne ha una, voglio averne una in più del nemico”.

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