Dialogo su alcuni punti della riforma – Inizia una nuova settimana molto importante per il governo di larghe intese. Sono ripresi i lavori a Palazzo Madama e nonostante le turbolenze dei giorni scorsi, si cerca di trovare ulteriori accordi. Non si tratterà sul contingentamento dei tempi per approvare in prima lettura la riforma del Senato, ma i due relatori (Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli) hanno iniziato a tessere la tela con le opposizioni per giungere ad un punto d’incontro su temi come quelli dell’immunità, sulla platea per l’elezione del presidente della Repubblica, abbassare le firme per il referendum e sulle competenze Stato-Regioni. A quanto pare l’esecutivo di larghe intese sarebbe pronto a fare qualche passo indietro solo su questi temi. Gli altri pilastri del testo, invece, non sono merce di scambio. In questi giorni, inoltre, il Presidente del consiglio dovrebbe incontrare Silvio Berlusconi per chiarire alcuni punti sia sulla riforma di Palazzo Madama, che sull’Italicum.

Il nuovo incontro con Berlusconi e i timori di Renzi – Al centro del confronto dovrebbero esserci sia le trattative tra Ncd e Forza Italia sulla possibile introduzione delle preferenze, sia sull’obiettivo di mettersi d’accordo ed evitare cattive sorprese su quegli emendamenti al Senato che verranno votati a scrutinio segreto. In particolar modo Matteo Renzi teme quel testo presentato dalla Lega Nord sulla riduzione dei deputati da 630 a 500. Qualora venisse approvato, infatti, il ddl del governo rischierebbe di essere stravolto. Un passo falso che il premier non può permettersi e allora meglio rivedere Silvio Berlusconi e ottenere qualche rassicurazione e decidere insieme il percorso finale della riforma. Le proteste e le forti azioni delle opposizioni, dimostrare dalla marcia sul Colle da parte di M5s, Sel e Lega Nord, non fanno abbassare la guardia alla maggioranza, anche se un’ennesima trattativa dovrebbe aprirsi con le quasi certe modifiche su alcune sfumature del testo. Il compito della Finocchiaro e di Calderoli è proprio questo. Provare a creare una via di mezzo condivisa con le opposizioni.

“Si al dibattito, ma la maggioranza deve portare a termine il provvedimento” – Dichiarazioni distensive arrivano anche da Roberto Speranza. Il capogruppo del Pd alla Camera ha invitato le opposizioni ad essere più costruttive e a non agitare spettri inutili, perché l’iter parlamentare è ancora lungo: “Il dibattito è sacrosanto, come il diritto delle minoranze ad esprimere critiche e proposte. Ma c`è anche un diritto della maggioranza di portare a termine il provvedimento e le minoranze non possono impedirlo. Il tempo per confrontarsi c`è, siamo solo alla prima di quattro letture e alla fine si farà comunque un referendum confermativo”. Poi l’esponente dell’area bersaniana del partito si è voluto soffermare anche sul rapporto con Sel. Il confronto con il partito di Vendola, alla luce di quello che sta succedendo in questi giorni, rischia di venire meno anche a livello territoriale, ma Speranza non chiude definitivamente la porta: “Un partito che supera il 4% quando il Pd è al 40% è una forza importante, che presidia uno spazio politico. Credo sia sbagliato rinunciare a dialogare con loro. Tra l`altro Sel e Pd governano insieme in gran parte delle amministrazioni locali. Sulle riforme credo che Sel stia sbagliando perché chi presenta 6 mila emendamenti non cerca una discussione sul merito. Anzi, in qualche modo costringe la maggioranza ad un atteggiamento più muscolare”.

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