Boko Haram non ha alcuna intenzione di arrestare l’avanzata e dopo aver preso di mira la frontiera del Camerun, ha alzato la posta in gioco e nella giornata di ieri, domenica, con un commando, è penetrato in casa del Vicepremier camerunense Amadou Ali, Ministro per i rapporti con il Parlamento. La famiglia si trovava nell’abitazione di Kolofata per festeggiare la fine del mese del Ramadan, quando i miliziani jihadisti hanno fatto irruzione ed hanno rapito sua moglie. Amadou Ali, è riuscito a mettersi in salvo perché protetto dalle forze di sicurezza che lo hanno trasferito in un’altra città. Sua moglie invece è nelle mani dei terroristi, insieme alle altre e numerose donne, circa 300, sequestrate in questi mesi, tra le quali sono oramai tristemente note le liceali, rapite quattro mesi fa, nel Nord Est della Nigeria.

Tra i sequestrati risulta esserci, anche il sindaco della città di Kolofata, Seine Boukar Lamine e un numero di vittime di sei persone, tutte uccise, tra cui 4 civili e due poliziotti. I Boko Haram hanno anche colpito un’altro luogo di culto cristiano, nei pressi della Chiesa di San Giorgio, a Kano, nel quartiere cristiano di Sabon Gari,. Qui, è stata fatta esplodere una bomba, un ordigno rudimentale sistemato nella strada, nelle vicinanze della chiesa, dove altre cinque persone sono rimaste uccise. E ad aggravare la situazione sempre a Kano, che non è nuova a questi episodi di violenza., una donna kamikaze, nei pressi dell’università, si è fatta esplodere ed ha causato il ferimento di altre cinque persone. La donna che teneva la bomba nascosta sotto il hijab, l’abito tradizionale islamico, ha destato i sospetti degli agenti, che l’hanno bloccata all’ingresso dell’università. Se l’attentatrice fosse riuscita ad entrare nell’ateneo, allora ci sarebbe stata una strage e non solo alcuni feriti.

Le forze di sicurezza, insieme ai rappresentanti governativi, hanno perciò deciso di annullare i festeggiamenti per la fine del Ramadan con la festa per l’Eid al Fitr, visto l’incontrollata ondata di violenza, che non dà tregua. C’è da dire che anche in molti altri luoghi del Medio Oriente, dalla Siria all’Iraq, data la tensione elevata, in molti hanno scelto di sospendere le celebrazioni.

Il mese del Ramadan dedicato alla pace, alla preghiera e alla purificazione, che rappresenta un momento sacro dell’anima religiosa di un popolo, è stato sporcato dalle mani di questi uomini, che hanno perso la via dell’autentica cultura islamica. E festeggiare L’Eid al Fitr, i tre giorni di gioia, non ha senso in luoghi profanati, nel nome di Allah, ma in cui il vero sentire da musulmani è molto lontano.

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[AP Photo/Olamikan Gbemiga]

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