Ortigia Film Festival - Da sinistra a destra: il regista Sebastiano Riso e l'attore Davide Capone - Photo Trigilio Sebastiano, (c) 2014

In attesa delle premiazioni di stasera, che proclameranno il film e corto vincitore, la sesta giornata dell’Ortigia Film Festival si è aperta con il tributo al grande Giorgio Faletti. Un vero e proprio reading dai suoi libri e canzoni, con Anita Kravos e Luigi Tabita. Gli applausi per le loro performance hanno fatto da sfondo a questo omaggio che cade nella giornata in cui si commemorava la morte di Borsellino. ( Commovente il “Signor tenente” recitato da Luigi Tabita)

“Più buio di mezzanotte” del regista Sebastiano Riso, è stato il sesto film in concorso. E’ la storia di Davide, un adolescente diverso. A quattordici anni decide di scappare di casa e rifugiarsi a Villa Bellini, a Catania, in un mondo popolato da diversi: il mondo degli emarginati. Ed è proprio attraverso questo mondo che il giovane Davide diventerà presto un adulto consapevole di scegliere cosa essere.

Questo è il primo lungometraggio che Sebastiano Riso ha girato nella sua città. “Ci sono voluti quattro anni per prepararlo e tredici stesure della sceneggiatura. Dopo nove mila provini ho trovato Davide” ha spiegato il regista. E vedendo l’interpretazione di Davide si capisce il perché sia stato scelto. “La partecipazione di Davide, per la riuscita del film, è stata fondamentale perché ha reso perfettamente l’immagine che avevo immaginato nella sceneggiatura e dato la possibilità allo spettatore di scegliere se vederlo uomo o donna” ha sottolineato Riso.

Un film dei giorni nostri, anche se sembra appartenere agli anni ottanta. Perché il tempo è sospeso, immobile. Affronta il tema importante dell’adolescenza. Ma soprattutto è un film sulla ricerca dell’identità.

Recitare in un film in cui si affronta anche la tematica dell’omosessualità e dei contorni oscuri che la compongono è stata di sicuro una scelta coraggiosa. Bravissimo il giovane Davide Capone. “All’inizio ero molto titubante nel decidere se recitare o meno in questo film. Perché ho una vita e avevo paura soprattutto di raccontare la storia di chi è diverso” ha commentato Capone.

“Più buio di mezzanotte” si conclude con il grido del protagonista. Una scelta concettuale, in linea con il copione. Ma anche un grido liberatorio, vitale.

E’ seguito il film “Free Zone” di Amos Gitai. Film che ha ricevuto il premio come migliore interpretazione femminile di Cannes 2005. La serata si è conclusa con i corti “Boulevard des italiaens” di Matteo Querci e “37° 4 S” di Adriano Valerio.

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[Ortigia Film Festival – Da sinistra a destra: il regista Sebastiano Riso e l’attore Davide Capone – Photo Trigilio Sebastiano, (c) 2014]

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