Streaming Pd-M5s, il caldo scioglie qualche nodo

Toni più accesi, ma alcuni punti d’intesa – Il nuovo incontro in streaming tra il Partito democratico e il Movimento cinque stelle ha avuto un tono più acceso rispetto all’ultima volta. Comprensibile, perché è iniziata da qualche giorno la discussione in Senato sulla riforma e nessuno sembra voler indietreggiare sulle proprie convinzioni. Però gli stellati si sono presentati all’incontro guidati da Luigi Di Maio e hanno messo sul tavolo della trattativa alcune proposte che hanno fatto dire al Presidente del consiglio, come i due partiti non sono poi così lontani. I grillini hanno proposto un primo turno proporzionale senza sbarramento e un eventuale secondo turno, qualora nessuno superasse il 50%, con un premio di maggioranza al 52%. All’interno di questa norma sono presenti anche le preferenze, tema sul quale il M5s non sembra disposto a cedere, e l’abolizione dell’immunità che dovrebbe impedire ai condannati di essere eletti in Parlamento. La maggior parte dei punti sono stati recepiti dai democratici, i quali hanno apprezzato le parole di Di Maio sulla ricerca della stabilità politica, in quanto “la crisi è arrivata anche perché i governi sono stati ricattati dai partitini”.

Aperture su ballottaggio e immunità – A sorpresa all’incontro si è presentato anche Matteo Renzi. Il premier si è detto compiaciuto di quest’ulteriore avvicinamento con il Movimento cinque stelle e le differenze non sembrano più così marcate. “Tra la vostra proposta e la nostra non c’è il Rio delle Amazzoni – ha detto il segretario del Partito democratico –  ma c’è un ruscello che non è detto riusciremo a colmare, ma potremmo trovare punto incontro”. Quindi, si al dialogo e a nuove intese. Però ci sono già accordi precedenti con altre forze politiche, come ha detto Alessandra Moretti. Nonostante qualche battuta e alcuni battibecchi come quello tra Toninelli e la Serracchiani, è Matteo Renzi a fare il punto della situazione e a tendere la mano al partito dell’opposizione. Le aperture riguardano in primis le norme contro i condannati in Parlamento: “La Severino è stato un primo passo. Capiamo cosa significa la vostra proposta in termini di merito e ne discutiamo”. Però è sul doppio turno di lista il ponte più importante che si è venuto a creare: “Va bene, era una nostra proposta. Andrà sottoposto all’attenzione del Pd. Sulla soglia del 52% vediamo. Non è un punto centrale, ma c’è un principio”.

Rimane il divario sulle preferenze – L’unica differenza marcata che rimane in piedi è quella riguardante le preferenze. I cinque stelle non sembrano disposti a negoziare e Di Maio non può cedere su un tema molto caro soprattutto all’area intransigente del Movimento. Invece nei democratici il dibattito è aperto e lo stesso Matteo Renzi, un po’ a sorpresa, ha detto che lui preferirebbe “le preferenze alle primarie per legge”. Sta di fatto che nelle prossime settimane ci sarà un nuovo incontro e si cercherà di tirare definitivamente le somme. L’ex sindaco toscano è stato chiaro: “Da qui al primo agosto facciamo il giro ufficiale con tutte le forze politiche che stanno consentendo di far le riforme costituzionali e elettorale e mettiamo per iscritto quello che può restare in piedi o no. L’importante è che ci stiano anche gli altri, perché le regole vanno condivise con tutti”. A prescindere dall’intesa sulle preferenze o meno, c’è da notare lo stravolgimento dell’agenda politica del M5s. Un cambio di registro che apre la possibilità di dialogare anche su altri temi, a patto che, come ha fatto notare il capogruppo Pd a Montecitorio Roberto Speranza, ci sia il rispetto reciproco.

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