Conte – Juve, un addio che viene da lontano

Perché? – La rescissione consensuale del contratto tra Antonio Conte e la Juventus potrebbe sembrare un fulmine a ciel sereno in grado di scatenare, nel bel mezzo di un’estate anomala, una vera e propria burrasca in casa dei campioni d’Italia. Con un video della durata di poco più di tre minuti, l’allenatore ha comunicato il suo addio alla panchina della Vecchia signora. Contemporaneamente il Presidente Andrea Agnelli ha salutato il suo mister dal sito ufficiale bianconero. Un’organizzazione immediata che mostra come qualcosa covava già da due giorni. Nelle ultime quarantotto ore, infatti, la società di Corso Galileo Ferraris avrebbe dovuto ufficializzare gli acquisti di giocatori ormai ad un passo, come Morata e Iturbe. Invece si è continuato a temporeggiare, probabilmente a causa della scelta dell’ormai ex tecnico pugliese. Forse nessuna delle due parti sarebbe voluta giungere a questo punto, ma è stato inevitabile. Però ascoltando le dichiarazioni di Conte degli ultimi mesi, si era percepito un certo malumore. Un desiderio di cambiare aria? Una voglia di staccare la spina? Divergenze di obiettivi con i dirigenti? Impossibile dare una risposta certa, ma una presa di posizione del genere fa pensare ad una decisione maturata nel tempo.

Un addio non dovuto al mercato o alla panchina dell’Italia – Sta di fatto che le ipotesi sul tavolo sono parecchie e se dovesse esistere qualche retroscena particolare, probabilmente non si saprebbe mai con esattezza. Allora è necessario utilizzare la logica. Così se si fosse giunti ad un punto di rottura totale tra le parti, il carattere istintivo di Antonio Conte l’avrebbe portato a dire ai tifosi, tramite l’intervista rilasciata alla tv ufficiale bianconera, i motivi di questa brusca deviazione. Difficile, dunque, pensare a delle frizioni sul calcio mercato. A prescindere dalla possibile cessione di Arturo Vidal al Manchester Utd, la Juventus rimarrebbe la migliore rosa in Italia ed in più avrebbe un tesoretto di non poco conto da poter spendere. Nessun allenatore lascerebbe per un motivo del genere la società più prestigiosa d’Italia, soprattutto se il bagaglio tecnico e la solidità organizzativa sono quelle attuali. Un’altra ipotesi sull’addio di Conte è quella legata ad un approdo sulla panchina della nazionale azzurra. Dopo quello che è successo nell’ultimo mese, con la debacle brasiliana e le dimissioni di Cesare Prandelli, si è liberato un posto che farebbe gola a molti.

Qualcosa si è spento in Antonio Conte – Già, a parecchi. Ma a Conte? Anche una simile opzione, probabilmente, è da scartare. Non è questo il motivo della fine del rapporto lavorativo con la Juventus. Non si lascia a quest’età una formazione con prospettive di crescita e soprattutto da allenare, per una nazionale senza bussola nell’immediato futuro e soprattutto bisognosa di un selezionatore più che di un allenatore. Eh si, perché come Mourinho non c’ha pensato due volte a rifiutare la panchina della Seleçao, così Conte sa bene che accettare un’eventuale impiego con l’Italia vorrebbe dire dover rinunciare a quell’allenamento giornaliero e a quel rapporto quotidiano con una squadra di cui un tecnico, soprattutto con le sue primavere, non può fare a meno. Se volessimo scartare anche questa ipotesi, cosa rimarrebbe? Sicuramente resterebbero le parole di Antonio Conte. Quelle pronunciate negli ultimi mesi. Dopo la vittoria del terzo scudetto di fila le sue batterie si sono scaricate. Si augurava che si ricaricassero durante la pausa di giugno, ma al secondo giorno di ritiro si è accorto che qualcosa non si è riacceso.

Quali alternative? Possibile una sorpresa – Quello spirito che l’ha condotto a chiedere il massimo ai suoi uomini e a se stesso duranti gli ultimi tre anni, si è smarrito. La voglia di vincere sempre e comunque si è sgonfiata successo dopo successo. Sembra un paradosso. Sta di fatto che in un momento del genere entrambe le parti (soprattutto la società) si trovano con nuovi problemi. A poco più di un mese dall’inizio del campionato la Juventus è costretta a riprogrammare la stagione (rimarrà lo staff di Conte?) e le alternative per la panchina non sono molte. Si parla di Roberto Mancini, Luciano Spalletti o Massimiliano Allegri. Però si potrebbero aggiungere altre due caselle con dei punti interrogativi. In una ci potrebbe essere spazio per un tecnico di “casa Juve” e nell’altra per un allenatore straniero. Staremo a vedere.

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(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

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