Maria Vittoria Longhitano

Una visione del mondo progressista quella della Chiesa anglicana che fatica ad affermarsi nella chiesa di Roma. Per questa ragione Maria Vittoria Longhitano, giovane donna siciliana, sfrattata dalla cappella della congregazione cattolica che ospitava le sue attività liturgiche, tra cui la celebrazione della messa, passa alla Chiesa Episcopale, ramo della composita famiglia anglicana con lo sguardo rivolto al cattolicesimo e nel 2010 è ordinata sacerdote.

Il percorso che ha portato Maria Vittoria Longhitano, 38 anni, siciliana di Enna, a diventare prete, non è stato semplice. “Gesù non vuole chierichetti o preti femmine” le rispondeva categorico il suo parroco, quando lei, attratta sin da bambina dall’altare, chiedeva di poter servire la messa. Crescendo Maria Vittoria, spinta da una fede profonda, si unisce alle suore domenicane di Betania a Roma, ma anche questa volta il clero cattolico le sbarra la strada chiudendo la congregazione perché tra le monache circolavano idee troppo progressiste, come quelle del teologo Eugen Drewermann. E’ a questo punto che Maria Vittoria abbandona definitivamente la chiesa di Roma, entra in contatto con la Comunione Anglicana e inizia il percorso per diventare prete, completando gli studi di teologia tra Catania e Berna.

Oggi Maria Vittoria vive in Lombardia, dove si è trasferita per seguire il marito sposato nel 2008. Proprio a Milano, considerata anche la natura gratuita del suo ministero, Maria Vittoria insegna storia e filosofia in un liceo. Oltre all’eucarestia, che coinvolge ogni domenica una quarantina di fedeli, il suo ruolo pastorale consiste, soprattutto, nell’accoglienza. Omosessuali, transessuali, uomini e donne divorziate trovano naturale confidarsi con lei. Maria Vittoria adesso potrebbe diventare vescovo. La Chiesa anglicana, infatti, proprio in questi giorni ha approvato l’ordinazione delle donne vescovo nel corso di un sinodo generale tenutosi a New York. La camera dei vescovi ha votato con 37 voti a favore, due contrari e un astenuto, quella del clero con 162 voti a favore, 25 contrari e quattro astenuti, mentre la camera dei laici ha visto 152 favorevoli, 45 contrari e cinque astenuti. Con questa decisione la Chiesa d’Inghilterra casa madre di tutte le comunità anglicane, di cui una è presente a Taormina dal 1922 con la sua chiesa di Saint George in Via Luigi Pirandello, gioiello di architettura greca-romana, entro la fine dell’anno avrà il primo vescovo donna.

David Cameron, si è dichiarato già in Parlamento “fermamente a favore delle donne vescovo, che riaffermano la posizione della Chiesa d’Inghilterra come una Chiesa moderna e in sintonia con la nostra società”. Ora l’esito del voto sarà dibattuto in Parlamento e avrà bisogno dell’approvazione di Elisabetta II, capo formale della Chiesa d’Inghilterra, prima di tornare all’esame del sinodo generale ed entrare in vigore.

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