La biblioteca civica di Torino apre all'ebook

La biblioteca di Torino apre al futuro lettore digitale. Sarà possibile d’ora in avanti entrare dentro la biblioteca e dalla piattaforma allestita scaricare tutti gli ebook sul proprio lettore o limitarsi a consultare i testi cui si è interessati. La biblioteca di Torino che non è la prima, segue le biblioteche di Milano, Bologna, Cuneo e Biella che pure offrono questo servizio. Non sono molte, ma tutte rappresentano il segno di una evoluzione delle tecniche e delle dinamiche di trasmissione delle informazioni e della cultura. Le Biblioteche civiche torinesi aderiscono a MediaLibraryOnLine e offrono ai propri iscritti la possibilità di accedere a una vasta gamma di contenuti digitali, disponibili gratuitamente per il download e la consultazione online. Il nuovo servizio è disponibile gratuitamente per tutti gli iscritti alle Biblioteche civiche torinesi. E per l’abilitazione a MediaLibraryOnLine è sufficiente recarsi presso una qualsiasi delle Biblioteche civiche torinesi. Questo sviluppo del mondo digitale presto dovrebbe allargarsi a macchia d’olio in tutto il paese e dovrebbe raggiungere anche il mondo della scuola.

Mentre per le vecchie generazioni è il libro su supporto cartaceo a rappresentare il veicolo migliore di trasporto delle informazione, ricco anche di sinestesie particolari, legate agli odori, alla grana della carta, oltre che a certi piccoli passaggi della memoria, come pieghe, appunti a matita e sottolineature, per i nostri figli il libro digitale comincia a diventare abbastanza normale. Sono le circostanze che si verificano per l’utilizzo di nuove tecnologie, che alle volte segnano dei passaggi generazionali. Alcune delle nostre madri ad esempio hanno trovato particolarmente ostico l’utilizzo del video registratore, quando apparvero sul mercato, ed il semplice avvento del personal computer ha registrato una divisione generazionale.

Parola magica il mercato. Infatti quasi sempre una delle spinte notevoli al progresso è data dalle ricerche e dagli investimenti delle aziende che provano ad aprire sempre nuove strade al mercato e all’economia. Per i nostri nipoti invece la carta, almeno quella naturale, potrebbe cominciare a scarseggiare, dato che gli alberi, fornitori della materia prima, per le ragioni a tutti note dovrebbero essere protetti, e gli ebook e i tablet potrebbero essere il supporto principale dal quale leggere o ricavare informazioni. Nonostante ciò lo spirito umano progredisce anche in questa direzione, e ci sono studi e ricerche per la realizzazione di nuovi supporti cartacei, e molto probabilmente il riciclo non farà mai mancare la carta. Magari qualche ricerca particolare porterà a dei risultati impensabili adesso che ci regaleranno la possibilità di realizzare tipi di carta con caratteristiche che al momento non riusciamo nemmeno ad immaginare come profumi, e suoni annessi.

Le persone particolarmente legate al supporto cartaceo prima o poi si troveranno a consultare un libro digitale e non lo troveranno così freddo come può sembrare anche perché di fondo sono i contenuti a dare il calore.

L’atteggiamento invece del mondo dell’editoria sembra per il momento leggermente contraddittorio. Il tempo e soldi sprecati per ostacolarne la diffusione dell’ebook sono serviti solo a rallentare quello che ormai è un processo inevitabile. Il lato peggiore della faccenda sta nel forte ritardo che si è causato nello sviluppo di nuovi modelli di business per l’editoria “digitale”, che per certi versi corrisponde alla totale assenza.

Quando un fronte di aria calda incontra un fronte di aria fredda si scatena un ciclone, e allo stesso modo in economia quando un settore fortemente tradizionale (come l’editoria) incontra un settore fortemente innovativo (come l’informatica) si genera un cambio di paradigma economico. Quello che sta realmente accadendo ancora non ci è possibile comprenderlo compiutamente, ma certo richiederà un cambio strutturale dei rapporti tradizionali di tutta la filiera nell’editoria.

Quando i progressi della tecnologia ci avvolgono l’unica e tenersi saldamente ancorati alle proprie convinzioni ma solo per poi lasciarsi teneramente andare alle nuove idee. La stessa tenerezza con la quale Camilleri si è lasciato trasportare dalla Sellerio nel mondo delle App e dell’Ipad. Dall’alto delle sue convinzioni il grande Camilleri ha potuto dire che non si può essere sempre contemporanei, anche perché adesso il mondo, la ricerca e la tecnologia sfrecciano in maniera così veloce, da non lasciarci il tempo di una volta per la sedimentazione delle nuove idee e delle nuove tecnologie. Però apparteniamo ad una contemporaneità che è divenuta un work in progress. Lasciarsi andare è anche la sola maniera per capire. E solo se si comprendono bene i cambiamenti si può imparare a gestirli.

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