Berlino abbraccia i campioni del mondo

Un Paese in festa – La Nationalmeinschaft è tornata in patria. L’ha fatto da vincitrice e come era prevedibile c’è una grande folla ad attendere i campioni tedeschi. La Germania è in festa e Berlino è la giusta cornice per un evento del genere. Nonostante i grigiori passati dovuti al buio della dittatura comunista e al Muro che divideva la capitale, oggi la metropoli teutonica è un luogo profondamente cambiato. Senza esagerare la si può definire la città giovane per eccellenza di tutta l’Europa. Dalla periferica Kantstrasse alla centrale Alexanderplatz, infatti, si respira nell’aria il desiderio di aprirsi al mondo, di conoscere, di condividere. I luoghi comuni sul carattere dei tedeschi lasciano il tempo che trovano e non solo in un momento di festa come quello attuale. C’è voglia di andare oltre la linea di quella barriera, che per troppo tempo ha fatto soffrire un popolo. La Germania che ha alzato la coppa al cielo di Rio de Janeiro e nella cornice affascinante del Maracanã è una nazione diversa da quella che aveva vinto lo stesso trofeo nei decenni precedenti.

La Germania del nuovo millennio – Innanzitutto è il risultato di una società multiculturale e globalizzata e infatti nella stessa nazionale giocano Müller, Boateng e Khedira. Una popolazione che è riuscita a lasciarsi alle spalle le vicende sanguinarie, le storiche colpe del nazismo e della seconda guerra mondiale. Adesso tutto è cambiato. Si respira il futuro e non è un caso che Berlino sia diventata una calamita per ragazze e ragazzi provenienti da ogni parte del pianeta. La festa per le vie della capitale della Germania, con al centro il trofeo di calcio più ambito, certifica la nuova vita di un luogo per troppo tempo strumentalizzato da ideologie ottuse. Al di là dei luoghi comuni che ancora resistono sul popolo tedesco, la celebrazione in onore di Joachim Löw e dei suoi 23 uomini spazza via ogni perplessità. Gli occhi del mondo sono puntati su Brandenburger Tor (Porta di Brandeburgo), dove la squadra è accompagnata da una folla festante.

Euforia nella giovane Berlino – Lungo l’Unter Den Linden (il viale sotto i tigli) che conduce al luogo storico da cui sono passati personaggi storici importanti e anche inquietanti, ci sono bandiere che sventolano e braccia al cielo per salutare i campioni situati su un pullman scoperto. E’ qui la festa, ma non solo. Ogni angolo di Berlino è in subbuglio e Alexanderplatz non fa eccezione. La storica piazza non è più quella cantata da Franco Battiato. È una zona colorata, popolata da artisti di strada che nelle sere di estate di esibiscono, ricca di bancarelle etniche e di zone ristoro in cui è possibile gustare la tipica carne locale e bere almeno mezzo litro di birra autoctona. Tutto questo accade durante la quotidianità e provate a immaginare che sensazioni si possono cogliere in un momento eccezionale come questo. Occorre girare per Berlino, le sue vie e le sue piazze per rendersi conto che la solita frase secondo la quale “i tedeschi non sanno festeggiare, sono troppo composti” è falsa. Sono i fatti e le immagini a parlare. Oggi sono campioni con merito ed è giusto che si godano il successo. Il cielo è colorato sopra Berlino e il passato non è mai stato così lontano.

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