Ad Ortigia Film Fest ad aprire è

Ad aprire l’Ortigia Film Festival è stato il film “Il venditore di medicine” di Antonio Morabito. Una pellicola impegnativa che denuncia, in maniera incisiva, il mondo corrotto delle case farmaceutiche. “La mia è una denuncia su un mondo che deve fare riflettere. L’esigenza di questo film nasce dal fatto che mi sono trovato per motivi familiari, a cercare un farmaco che non era in commercio” racconta il regista che ha scritto il copione insieme a Michele Pellegrini e Amedeo Pagani. Protagonista un ottimo Claudio Santamaria, premiato ai nastri d’argento 2014 per l’ottima performance, Isabella Ferrari e l’attrice Evita Ciri, presente ieri al festival insieme al regista. Il film ruota tutto attorno allo strapotere delle case farmaceutiche e Antonio Morabito, con maestria, punta l’indice proprio su quelle pratiche immorali adottate che rivelano come spesso medici privi di etica diventino lo strumento con cui il potere economico delle case farmaceutiche si fa strada dettando legge.

Molto bravi tutti i protagonisti, dal cinico Claudio Santamaria alla sempre più brava Isabella Ferrari all’astro nascente Evita Cini che nel film interpreta il ruolo della moglie. “Nel film rappresento lo specchio umano di tutta la storia” racconta l’attrice. “Con il regista e Claudio abbiamo improvvisato molto e sono così riuscita a toccare punti che non pensavo di raggiungere”.

“Il venditore di medicine” racconta anche l’alienazione di un lavoro che stanca e distrugge se non si raggiungono gli obiettivi di volta in volta prefissati. “Prima di realizzare il film ho incontrato molti informatore scientifici. Ciò che più di ogni cosa mi ha colpito è stata la difficoltà del loro lavoro. Ho riscontrato un malessere in ciascuno di loro e ho trasferito questo status nel mio protagonista. Non a caso Bruno si accanisce contro la moglie che diventa la valvola di sfogo della sua frustrazione. Quando una persona corrompe per tutto il tempo, la corruzione alla fine gli si rivolta contro” spiega Antonio Morabito.

Un film che ha rapito letteralmente il pubblico presente nella piazza. E’ seguito il documentario “I fantasmi di San Berillo” di Edoardo Morabito dove fantasmi sono le persone ormai ai margini che vivono ancora in quello che resta del vecchio e famoso quartiere di Catania, un tempo luogo e ritrovo di prostituzione. Un lavoro eccellente quello realizzato dal regista che, attraverso ricerche e vecchi filmati dell’epoca è riuscito a mostrare le due facce di San Berillo. Le voci e i volti di chi ha vissuto in quei luoghi, attraverso la memoria dei ricordi, hanno reso la bellezza di quello che più che un documentario appare un vero e proprio lungometraggio che fa venir voglia di percorrere quei vicoli ormai sventrati e abbandonati. Hanno chiuso la prima giornata del festival i corti: “Bella di notte” e “El nino alcalde”.

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