Il Papa si scaglia contro i preti pedofili

“Userò il bastone contro i preti pedofili” – Dopo le dure parole contro i mafiosi pronunciate in Calabria, Papa Francesco non usa mezzi termini neanche contro i preti pedofili. Una delle piaghe che sta affliggendo la chiesa ormai da decenni, non può essere più tollerata o messa in ombra. E’ doveroso denunciare simili atti che, nell’ultimo periodo, sembrano diffondersi a macchia d’olio. Il pontefice argentino, in un colloquio con Eugenio Scalfari, afferma come “la pedofilia è una vera e propria lebbra da debellare perché la corruzione del fanciullo è quanto di più terribile e immondo si possa immaginare. Ma come Gesù userò il bastone contro i preti pedofili, tra cui ci sono anche vescovi e cardinali”. Dichiarazioni che seguono quelle di qualche giorno fa, pronunciate alla messa mattutina a Santa Marta, dove il Papa, davanti a sei vittime di violenze, ha chiesto perdono per gli abusi sessuali: “Davanti a Dio e al suo popolo sono profondamente addolorato per i peccati e i gravi crimini sessuali commessi da membri del clero nei vostri confronti, e umilmente chiedo perdono. Hanno profanato la stessa immagine di Dio in una sorta di culto sacrilego”.

La preoccupante diffusione della pedofilia nel clero – Proprio come Giovanni Paolo II che chiese scusa di fronte al mondo per gli errori e le sofferenza procurate dalla chiesa nel corso dei secoli, così Bergoglio fa lo stesso verso i dolori di chi ha dovuto subire violenze da parte di membri del clero. In Italia sono moltissimi e il santo padre non sta esitando a sperimentare forti medicine, durante il suo pontificato, contro questa infezione. Ciò che colpisce profondamente Francesco sono anche i suicidi di chi non ha retto alla violenza: “pesano sul mio cuore, sulla mia coscienza e su quella di tutta la Chiesa”. Purtroppo la degenerazione tra abito sacro e sesso è sempre esistita. Forse oggi, con la capillarità dei mezzi d’informazione, si riesce a scorgere con maggiore facilità questi atti. Almeno una parrocchia di ogni città italiana è attraversata da simili vergogne. Preti che si macchiano di pedofilia, oppure inclini ad atti verso i quali non riescono a porre alcun freno. Ultimamente, grazie alle prese di posizione di Benedetto XVI e Francesco, tendono a nascondersi, mentre in precedenza non esitavano a mostrare intorno a loro le proprie inclinazioni. Quasi fosse una moda.

La lotta di Ratzinger e Bergoglio contro la pedofilia – Già, una moda. Nella vita, si sa, le tendenze modaiole passano. In un contesto del genere c’ha pensato Papa Bergoglio ad accelerare il tutto. Sulla scia del suo predecessore, il quale aveva spretato ben 400 sacerdoti accusati di pedofilia, il pontefice sudamericano, senza attendere la sentenza definitiva delle istituzioni italiane, ha ridotto alla stato laicale don Marco Mangiacasale, sacerdote della diocesi di Como già condannato nei primi due gradi del processo penale a tre anni, cinque mesi e venti giorni di carcere per abusi sessuali su quattro ragazze minorenni. Una decisione assunta dalla Santa sede a febbraio, che mette in luce il desiderio di riforma che Papa Francesco ha messo in campo. Il calore e la capacità comunicativa di questo pontefice, però, non devono mettere in secondo piano il ruolo svolto da Joseph Ratzinger. E’ stato il Papa tedesco, con una buona dose di coraggio, ad avviare una convinta pulizia nei meandri corrotti della chiesa. Gesti ed azioni non comprese da tutti, ma la storia con il trascorrere del tempo darà ragione al teologo teutonico e lo porrà in stretta continuità con il successore.

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