Famiglia allargata, famiglia multirazziale, divorziati risposati, coppie di fatto, coppie etero, coppie omosessuali, figli biologici, figli adottivi, figli affidatari, papà single, mamma single

“Indovina chi viene a cena?”. Nel 1967, Joey, figlia di un eminente giornalista di formazione liberale e della proprietaria di una galleria d’arte, durante un soggiorno alle Hawaii, conosciuto un uomo di colore, il dottor John Prentice, se n’è innamorata e lo vuole sposare, lo presenta così a mamma e papà durante una cena. Sanamente educata dai suoi genitori, la ragazza è convinta di non trovare opposizione al suo matrimonio; in effetti, superato lo sbigottimento iniziale, la madre appoggia pienamente la sua decisione, ma il padre, avendo presenti le innumerevoli difficoltà a cui la coppia andrebbe incontro per i persistenti pregiudizi razziali di una parte degli americani, decide di negare il suo consenso alle nozze.

Nel 2014, Chiara, separata da anni, presenta Luca ai figli adolescenti, i quali a loro volta presentano a lei e al padre, Marco, i propri rispettivi fidanzati: Matteo il suo compagno da mesi, Alberto; Laura il suo boyfriend da pochi giorni, Abdul Azeem.

Famiglia allargata, famiglia multirazziale, divorziati risposati, coppie di fatto, coppie etero, coppie omosessuali, figli biologici, figli adottivi, figli affidatari, papà single, mamma single. Questa è la realtà, la quotidianità, della situazione “famiglia” oggi. La diversità è un elemento normale, naturale, direi anche arricchente. La famiglia tradizionale moglie, marito, figlio, figlia, valida, importante, non può e non deve essere l’unico modello da salvaguardare, da sostenere. Eppure il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato il 25 giugno scorso a Ginevra una risoluzione a favore della famiglia intesa come “elemento naturale e fondamentale della società”, definizione corretta, peccato che si rifà alla famiglia virtuale che abbiamo visto per anni rappresentata in una romantica pubblicità di una nota ditta di biscotti e dolciumi vari che cozza con la serie di fiction dove al centro c’è appunto il “nuovo tipo di famiglia”.

Sono stati settantuno i paesi che hanno sponsorizzato il testo durante il ventesimo anniversario dell’Anno internazionale della famiglia. Nord America, tutti i paesi dell’Europa (Italia compresa) che siedono in Consiglio e alcuni stati del Sud America hanno cercato di inserire nel testo frasi per allargare la definizione di famiglia, parlando di «varie forme di famiglia». Per l’Inghilterra, ad esempio, le coppie omosessuali con figli dovevano «essere considerate come famiglie», per l’Uruguay la famiglia non poteva «essere ridotta a un modello solo». Secondo gli Stati Uniti ci sarebbero «miriadi di strutture» familiari. Della stessa idea l’Argentina per cui è semplicemente «impossibile» definirla. Ma a impedire la riformulazione si è schierata interamente l’Africa, parte del Medio Oriente, la Russia e la Cina.

Diamo atto che un’attenzione alla famiglia era necessaria com’era opportuno nell’Anno internazionale della famiglia riaffermare il ruolo della famiglia nella sua comunità, l’importanza di proteggere e sostenere in particolare le donne, i minori e gli anziani ma non si capisce perché la comunità internazionale difenda la famiglia e tuteli la sua unità limitando lo stato giuridico, civile e il gender. Incongruente poi il voto dei quattordici membri italiani che non hanno votato l’approvazione della risoluzione violando, di fatto, il dettato Costituzionale e la lunga tradizione italiana. Ricordiamo, infatti, che in Italia è ancora in vigore l’art. 29 che definisce la famiglia come «società naturale fondata sul matrimonio», fra uomo e donna come più volte ha sottolineato la Corte Costituzionale.

La famiglia oggi rappresenta il coraggio di cambiare e di investire su una rete di affetti che per quanto complessa permette di guardare al futuro offrendo la possibilità di ricostituire un nucleo affettivo con un nuovo senso d’identità e appartenenza. Importante mettere al primo posto il rispetto reciproco e la flessibilità dei ruoli e soprattutto tanto, tantissimo amore. 

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