La guerra tra Israele e Hamas infiamma la Striscia di Gaza. Strage di civili

Ci sono altre 22 persone morte, nella conta delle vittime di questo scontro tra Israele e Hamas. La scorsa notte e stamattina, nuovi raid su ordine di Israele hanno infiammato la Striscia di Gaza ed un missile M-75 è stato sparato verso l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. L’agenzia palestinese “Maan”, ha informato che Hamas ha avvertito le linee aeree straniere di sospendere i voli per Tel Aviv ed i razzi sparati oggi sull’aeroporto sono almeno quattro, tutti intercettati dalle batterie di difesa israeliane. Un drone israeliano, invece, ha sparato un razzo che ha ucciso sei persone nel rione Sheikh Radwan a Gaza; tra i morti c’erano due nipoti dell’ex Premier di Hamas, Ismail Haniyeh. Obbiettivo dell’attacco era la casa della sorella del leader “dell’ala pragmatica dell’organizzazione”, che sta seguendo gli eventi da un luogo segreto e non ha mai parlato apertamente della “distruzione di Israele” sbandierata da Hamas. A dare l’annuncio, il figlio di Sheikh Radwan. Il gruppo di persone colpito, era ben visibile perché sostava in mezzo alla strada, è morta anche una bambina. Il numero delle vittime, perciò, è salito a 127 con più di 900 feriti, dall’inizio dell’operazione “Margine Protettivo”. Sono 282, le case che a Gaza sono state rase la suolo, e 9 mila sono state danneggiate con 260 non più abitabili. Le cifre sono state diffuse dal Ministero dell’Edilizia e dei Lavori Pubblici di Gaza. Frattanto, alcune agenzie hanno riferito che è cresciuto l’apprezzamento nei confronti di Hamas da parte palestinese, che inizia a vedere la soluzione adottata da Israele come inammissibile, per via della strage di civili che si sta facendo.

L’aviazione israeliana ha accentuato questo stato di tensione, colpendo un orfanotrofio a Neit Lahya, nord di Gaza, dove sono rimaste uccise tre bimbe disabili e diverse infermiere sono state ferite. La risposta di Israele a quest’atto crudele, è stata solo quella “che Hamas ha sistematicamente provveduto a nascondere missili e armi in moschee ed in istituti pubblici”, ma ciò, non può bastare a giustificare, l’uso indiscriminato della forza, sebbene è accertato che Hamas usi i civili come pedine, queste morti non possono essere accettate.

Fin’ora, sarebbero 690 i colpi di mortaio ed i razzi lanciati da Hamas verso Israele, e alcuni di questi, hanno una gittata di oltre 100 chilometri e quindi sono destinati al cuore dello Stato israeliano, che la notte scorsa, ha colpito altri 84 “obbiettivi affiliati al terrorismo di Hamas” nella Striscia. A riferirlo è stato il portavoce militare israeliano.

Gli Stati Uniti e l’Europa, intanto, si stanno preparando ad un vertice che contempli la possibilità di una tregua e la Lega Araba, ha già fissato per lunedì, un incontro sulle misure da adottare. Ma il Premier Benjamin Netanyahu, sembra irremovibile; “nessuna pressione internazionale ci impedirà di agire contro i terroristi a Gaza”, ha dichiarato, “soppesiamo tutto, ci prepariamo a tutto”. L’esercito di terra è pronto ad entrare a Gaza, qualora dovesse esser necessario.

Non la pensa così, il Primo Ministro turco Erdogan, che accusa gli israeliani di “diffondere bugie sui bombardamenti a gaza”. A Istanbul, mentre parlava ai sostenitori, illustrando il programma presidenziale, ha detto: “Israele dice che Hamas lancia i razzi. Ma qualcuno è morto? Il numero dei palestinesi che avete ucciso è attualmente certo”. Un messaggio pesante diretto ad Israele e che invece sostiene l’azione di Hamas.

Ed Hamas, da parte sua, non le manda a dire ed afferma di essere “pronto a combattere per mesi”; questo l’avvertimento lanciato dal dirigente Mahmud a-Zahar, intervistato da un’emittente di Gaza. L’unico modo per un “cessate il fuoco”, implica l’eliminazione del blocco israeliano a Gaza, e la liberazione dei militanti arrestati lo scorso giugno. Rivendicazioni, che danno un’idea del regolamento di conti, in atto tra gli estremisti ed Israele. Una questione di politica incandescente, dove la linea dell’Anp con il governo misto Fatah-Hamas, ha mandato su tutte le furie Israele, che vuole l’uscita degli estremisti e detta le regole attraverso l’occupazione militare e le azioni di guerra. Tuttavia, questo ha inasprito non solo i rapporti con la moderata Fatah, ma sta spingendo molti palestinesi a considerare Hamas, quasi fosse un movimento di liberazione nazionale, indebolendo il neonato governo palestinese e rafforzando Hamas.

Rischia anche di esplodere un altro scandalo, protagonisti gli USA. Obama ha chiamato Netanyahu per tentare una mediazione e lo ha fatto anche il Presidente russo, Vladimir Putin ma dall’Iran è arrivata un’accusa pesante contro gli americani. Il Ministro degli Esteri, Mohamad Javad Zarif, ha puntato il dito contro Washington accusandolo “di fornire a Israele le armi con cui viene attaccato il territorio palestinese” ed ha affondato ancora di più il coltello nella piaga, attaccando l’Onu. “Gli Stati Uniti e gli altri membri del Consiglio di Sicurezza hanno la responsabilità morale e giuridica di mettere fine a tutto questo”.

L’Iran si è mostrato anch’esso vicino alla Palestina perché “si sta solo difendendo”. Zarif ha ribadito “che le azioni che hanno messo i civili in pericolo a Gaza e che hanno imposto restrizioni all’accesso dei civili a medicinali e cibo debbano essere condannate con forza dalla comunità internazionale”.

Ma noi ci chiediamo, come si possa trovare soluzione ad una crisi che oramai dilaga in tutto il Medio Oriente e che si estende sino all’Ucraina, perché questi sono i tasselli di un puzzle molto complesso e le tinte di questo quadro, sono fosche e inducono a pensieri assai cupi.

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