Agenti tedeschi corrotti; espulso il capo della Cia a Berlino

“È stato chiesto al rappresentante dei servizi segreti americani presso l’ambasciata degli Stati Uniti di lasciare la Germania”. L’annuncio proviene dal portavoce di Angela Merkel, Steffen Siebert, che ha comunicato l’espulsione del capo della sede Cia di Berlino, dopo che erano state fatte rivelazioni “su agenti tedeschi al soldo degli Stati Uniti”. L’identità del Capo della Stazione Cia, è nota solo alle più alte autorità del paese che lo ospita, ed ai servizi d’intelligence americani.

La risposta degli USA, non si è fatta attendere. Gli americani non sono contenti dell’azione presa dalla Germania e un fatto del genere, non si verificava dalla fine della II Guerra Mondiale; una decisione giudicata insolita, tra paese alleati, che fanno parte della Nato. E sebbene, il funzionario sia stato invitato a lasciare la sede, non lo si è dichiarato “persona non grata” che sigla l’ufficialità dell’espulsione. John Earnest, portavoce della Casa Bianca, sulla vicenda di espulsione ha detto: “La forza del nostro rapporto di sicurezza nazionale con la Germania è importante per la sicurezza americana ed è importante anche per la sicurezza dei tedeschi”.

L’impegno degli USA, è quello di tenere i contatti mediante “i canali diplomatici e di intelligence”. Il portavoce ha precisato che non gli risulta vi siano stati contatti tra Obama e la Merkel, tranne una telefonata avvenuta, una settimana fa, prima dell’arresto di un impiegato del Bnd (servizio d’intelligence tedesco), con l’accusa “di aver passato agli Stati Uniti, 200 file riservati in cambio della somma di 25 mila euro”. Lo scandalo, è saltato fuori, lo scorso venerdì, dopo l’arresto dell’agente, che interrogato avrebbe confessato “di aver fornito a Washington documenti e informazioni riservate sull’inchiesta avviata da Berlino sull’Nsagate”. Mercoledì, è emerso anche che in quest’affaire di spionaggio, ci sarebbe un altro agente che avrebbe fornito informazioni agli americani. Da qui, la decisione della Cancelliera Angela Merkel, di procedere all’espulsione del capo della Cia, sottolineando in una conferenza stampa come “spiare gli alleati sia uno spreco di energie. In questi tempi che a volte possono disorientare, molto dipende dalla fiducia tra gli alleati, più fiducia può significare più sicurezza”.

Il nocciolo della questione, è che si tratta “della ciliegina sulla torta” di un raggelamento dei rapporti tra Berlino e Washington, che era stato compromesso dalle fughe di notizie, secondo cui il telefonino della Merkel, era intercettato in maniera sistematica, dalla Nsa americana (National Security Agency) e queste informazioni sono diventate di dominio pubblico, dopo le rivelazioni fatte un anno fa, dalla talpa dell’Nsagate, Edward Snoweden. Il quale era fuggito in Russia, ed era pronto a testimoniare in videoconferenza, davanti ai giudici tedeschi o di fronte alla commissione d’inchiesta del Bundestag, sull’attività di spionaggio condotta all’insaputa della Merkel. Il caso aveva creato non poco imbarazzo da parte americana, che voleva riportare Snowden in America e processarlo per tradimento, ma l’analista aveva dalla sua, un’arma dalle potenzialità atomiche. Un ordigno di “notizie top secret” che adesso, è tornato di nuovo all’attenzione del governo tedesco e dell’informazione globale.

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