L’Olanda, Van Gogh e la notte poco stellata. Argentina in finale

L’Olanda tra lampi di genio e momenti di buio – L’impressione è che tutta la vena artistica degli oranje sia stata espressa contro la Costa Rica e di fronte l’Argentina quell’imprevedibilità, quella follia e quell’estro tipico di questa Olanda non è riuscito mai ad emergere. Proprio come succedeva a Vincent Van Gogh, che negli anni della malattia alternava periodi di buio a momenti brevi di irraggiungibile creatività, così è successo a Robben e compagni. Non sono mai riusciti ad esprimere la loro particolarità e la formazione sudamericana, con un match modesto vinto ai rigori grazie a due parate decisive di Romero, è riuscita ad assicurarsi un posto in prima fila per la finalissima contro la Germania. Non sono serviti a nulla i cambi del commissario tecnico Van Gaal. Nella partita precedente avevano condizionato fortemente il risultato, invece ieri sera anche l’ex allenatore dell’Ajax non ha afferrato la fonte che l’aveva ispirato per tutto il mondiale brasiliano.

Van Gogh e quella creatività nei momenti difficili – Dall’unicità nel ricercare il sublime, si è passati alla noia che spegne ogni cosa. Persino le azioni più semplici erano prive di quello spirito che in questa competizione eravamo abituati a identificare con la nazionale europea. Negli occhi di Sneijder, Van Persie e Blind qualcosa si era spento e così anche la determinazione per arrivare fino in fondo è venuta meno. Non c’è stato più il desiderio di andare oltre la linea e stupire tutto e tutti. Può capitare a degli artisti di attraversare simili momenti, ma i grandi, quelli che non dimentichiamo mai neanche dopo la loro morte, riescono a dare vita a qualcosa di unico anche nei periodi più complicati. E’ il caso di Vincent Van Gogh, il quale nella malinconia e nella sofferenza del manicomio di Saint-Remy ha dipinto una delle opere più belle di tutta la sua carriera: Notte stellata. L’olio su tela dimostra al mondo come nelle circostanze complicate, per chi sa davvero distinguersi dagli altri, è possibile fare qualcosa di positivo. Nel caso del genio olandese, addirittura unico.

In una notte buia l’eroe è Romero – Non è una semplice circostanza che è considerato uno dei più importanti capolavori artistici del diciannovesimo secolo. Purtroppo per l’Olanda, però, ieri sera non era una notte stellata. Nell’Arena Corinthians di San Paolo pioveva a dirotto in alcuni tratti del match. Una metafora inequivocabile per i vice campioni del mondo in carica, che li ha allontanati ancora di più dalla produzione improvvisa di Van Gogh. Robben non è riuscito a inventare nulla e se di solito è il faro della squadra, contro l’Argentina non ha pennellato traiettorie in grado di far sognare i tifosi. Finisce nell’anonimato come i suoi compagni. In verità anche l’Argentina non ha espresso un bel calcio. Il putto Messi si è assentato per lunghi periodi dalla manovra del gioco, le trame offensive sono state poche e prevedibili e gli unici due giocatori che si sono contraddistinti a fine partita sono stati il mastino Mascherano, pronto a lottare su ogni pallone, e l’estremo difensore Romero, che in una notte senza arte e con i riflettori spenti, si è trasformato nell’eroe della serata.

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