Franceschini, e se tutti potessero pagare l’entrata al Colosseo?

La domenica non ci si riposa o meglio non si lavora ma ci si stanca per la cura dello spirito e dell’anima, ed oltre a fermarsi in chiesa per la messa, o limitarsi ad un frettoloso passaggio per buona parte dei cattolici italiani, che stanno uscendo in questi giorni dal classico periodo delle prime comunioni, ci si organizza per raggiungere il museo o il sito archeologico più vicino, e godersi la vista delle opere d’arte o dei siti che raccontano la vita dei nostri antenati.

L’idea del Ministro Franceschini sembra avviata a un discreto successo. La prima domenica di ogni mese si potrà entrare gratis in tutti i musei statali e in tutti i siti archeologici. 163 mila visitatori hanno approfittato della prima domenica di luglio, almeno questo è il successo conclamato dichiarato dal ministro al Questione Time. Un incremento del 300% a Roma per Palazzo Barberini e il museo etrusco di Villa Giulia, e gli stessi risultati si sono avuti anche al sud con la reggia di Caserta.

A farla da padrone il monumento dei monumenti, il Colosseo, ormai diventato simbolo del paese e del turismo  culturale, addirittura meglio della torre Eiffel e della statua della Libertà. Oltre 34 mila persone hanno visitato l’anfiteatro Flavio, e non sarebbero bastate a riempirlo ai tempi dei giochi, perché pare arrivasse a contenerne fino ad 80 mila. Un incremento del 127,7% rispetto alla prima domenica di luglio del 2013.

Oltre 12 mila i visitatori a Pompei e quasi 9 mila agli Uffizi di Firenze, quindi il ministro può essere orgoglioso di raccontarne i risultati. Regalare alle persone che magari vivono anche vicino a un museo la possibilità di accedervi gratis è un’ ottima intuizione, perché magari quelle persone, costrette a pensare a cose ben più importanti relative alla sopravvivenza, non avrebbero scoperto l’importanza di certi momenti di svago che ricaricano le batterie emotive e ci fanno stare meglio. È anche vero che la famiglia media pur avendo un certo reddito, è probabile che la domenica tenda a scegliere il mare come posto dove andare a rilassarsi, ma in considerazione dello stress che invece il mare porta, e i costi relativi al parcheggio e al noleggio di sedie e ombrellone, l’idea di Franceschini non poteva non funzionare. Al Museo tante volte ci si arriva a piedi, è più rilassante, si arricchisce la propria cultura, ed è pure gratis.

Ma è inevitabile tornare comunque sempre allo stesso pensiero, e basta ricordarsi quello che ha detto il Pontefice, cioè che la dignità è portare a casa un pezzo di pane. Grande dignità è anche avere la possibilità, pure senza certe iniziative di comprare i biglietti di un museo. Grandissima dignità è vivere scegliendo i momenti in cui ti piace fare una cosa, perché si ha la possibilità resa concreta dal proprio lavoro nella società, e non dover per forza approfittare di certi momenti che pure sono momenti garantiti dal lavoro dei cittadini, perché è attraverso quello che certe iniziative possono essere realizzate dal ministero. Ci si affanna intorno al concetto delle idee, lo stesso Renzi dice che saranno le idee a salvare l’Europa, e i momenti di relax specialmente in mezzo alla bellezza dovrebbero favorire lo sviluppo di idee positive e produttive, ma la famiglia media italiana ora ricorda la famigliola classica dipinta dal cinema di Alberto Sordi, in cui i ragazzi magari godono della bellezza e imparano un sacco di cose, almeno quelli che non sono distratti da tablet e telefonini, che non mancano mai nemmeno nelle famiglie senza reddito, mentre il padre che li accompagna è sempre con la testa al lavoro che non trova o che deve disperatamente conservare. Va benissimo una domenica al mese gratis nei musei, ma sarebbe meglio avere i musei gratis sempre per chi non li può pagare, anzi ancora meglio sarebbe che tutti li potessero pagare, e fossero felici di andarci anche durante la settimana a cercare qualche sindrome di Stendhal.

Ma di questo non si deve occupare Franceschini.

© Riproduzione Riservata

Commenti