Anna Maria Raccuja, un'attrice che ha sposato la passione per il teatro

Anna Maria Raccuja, è un’attrice taorminese: giovane, bella e brava; non le manca nulla. L’abbiamo intervistata in uno degli angoli caratteristici della Città, la scalinata della Chiesa del Carmine, a due passi da Piazza Duomo, nel cuore medievale di Taormina. Circondati da atmosfere tipicamente estive, la scelta della location per la nostra chiacchierata, è stata ben ponderata. Avevamo voglia di parlare di arte teatrale, di interpreti e registi siciliani, proprio lì, in una sorta di scena a cielo aperto. Ed Anna Maria, con la sua passione per il teatro e per la cultura, era “la persona giusta nel luogo giusto”.

Anna Maria Raccuja, si è formata presso l’Accademia di Teatro Contemporaneo, diretta da Guglielmo Ferro. Ha preso parte, in qualità di attrice, a diversi spettacoli diretti da Guglielmo Ferro, con Sebastiano Tringali nella “Ballata del vecchio marinaio” al Teatro Stabile di Catania, e con Carmen Consoli e i Lautari; e Mariella Lo Giudice in “Scupa” per Etnafest. Ha preso parte a numerosi stage, seminari e workshop teatrali tra cui lo Stage di Recitazione Cinematografica con Antonio Catania. Le sue collaborazioni vanno dagli spettacoli, realizzati nel Workshop teatrale diretto dal giovane regista pugliese, Valerio Tambone, alle collaborazioni con il laboratorio di teatro e drammaturgia al fianco di Tino Caspanello per la rassegna Artheatre festival, Pubblico Incanto. All’interno del laboratorio di drammaturgia “Officina performativa” ha scritto, diretto e interpretato lo spettacolo “Non per me”, messo in scena nella Sala Laudamo del Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Ha preso parte a diverse iniziative con “L’Associazione Giuseppe Cuscona” di Taormina, diretta dalla regista e docente dell’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, Maria Cuscona.

Esperto in laboratorio teatrale e avviamento alla recitazione, Anna Maria Raccuja, ha deciso di non abbandonare il palcoscenico, pur se il Teatro, il nostro teatro, vive una crisi profonda. Consideriamo la nostra forte ed antica tradizione nelle arti della recitazione, rammentiamo le nostre radici classiche greco-romane; volgiamo il pensiero alla formazione del teatro italiano e risaltiamo nel presente, dove le compagnie teatrali, vengono sottoposte a decurtazioni di fondi che talvolta, le spingono allo scioglimento. La nostra tradizione da “Bell’Italia”, sembra esser sottoposta ad una prova durissima e ciò, investe l’intero settore delle arti: dal teatro, alla danza, alla musica ed anche il cinema, quello così detto “d’autore”. Dal piano nazionale, rechiamoci negli ambienti isolani, dei teatri come quello palermitano, o il catanese ed il Vittorio Emanuele di Messina, e giungiamo a Taormina, che è una delle culle del Teatro, non solo perché qui, il teatro sin dai tempi antichi, andava in scena, ma perché questa città, vanta la presenza di due compagnie teatrali, che raccontano la loro storia sin dagli inizi del ‘900 e che hanno dato anche buoni autori di teatro oltre che buoni attori. Dello spazio riservato a loro, alla gente di teatro, alle loro sfide sul palcoscenico, si potrebbe dire moltissimo, ma abbiamo preferito parlarne direttamente con una Donna del teatro, che ha fatto una scommessa, un azzardo, forse ma che secondo noi, in questi tristi tempi di povertà d’intelletti, è il giusto motore per dar luogo a qualcosa di fresco e che porterà beneficio all’intera comunità nostrana.

Anna Maria, è solare e piena di entusiasmo, ingredienti fondamentali per non mollare la presa. Le chiediamo cosa ha deciso di fare per “far riavvicinare la gente al teatro”, quale artificio ha creato per stimolare la curiosità del pubblico? In realtà, nulla di forzato, ma semplicemente, l’attrice taorminese, ha aperto il primo laboratorio teatrale per i bambini in età prescolare, partendo dai piccoli, con la dichiarata finalità di attivare un meccanismo in cui il bambino attraverso il gioco, possa esprimere la propria personalità e scoprire le potenzialità espressive e le dinamiche emozionali. Un laboratorio, che rende i bambini protagonisti del percorso di messa in scena perché i piccoli, in modo naturale e spontaneo, partecipano sia come attori, sia come autori del testo. Un metodo, questo che sarebbe piaciuto al padre dell’Ermeneutica il filosofo H. G. Gadamer, il quale ha espresso un pensiero simile a quello di Anna Maria, sull’importanza del gioco ermneutico, che investe l’intero campo dell’esistenza linguistica umana.

Lo spettacolo messo in scena per i genitori dei piccoli, è stato ispirato dal riadattamento de “Il Piccolo Principe” e “Il Mago di Oz” e dalla prefazione del Copione, ci siamo annotati le parole di Anna Maria, che ha scritto: “Abbiamo svolto insieme un vero e proprio lavoro di riscrittura del testo. I bambini stessi mi hanno suggerito il modo più semplice ed efficace per dire la battuta e far arrivare comunque il messaggio attraverso la semplicità e l’immediatezza del loro linguaggio”. Sono stati i bambini, ai quali è stata data la possibilità di esprimere la loro forza creativa, a creare la messa in scena perfetta. Anna Maria, ha svolto con i piccoli, un processo maieutico, in cui tutto ciò che era necessario, era già dentro di loro ed attendeva solo d’esser portato generosamente alla luce. Lo spettacolo, si è tenuto presso una Ludoteca di Taormina ed ha ricevuto il sostegno dei pedagogisti il Dott. Giorgio Cingari e la Dott.ssa Daniela Giusy Greco. I genitori, che abbiamo incontrato, sono stati essi stessi parte integrante dello spettacolo, coinvolti nel gioco teatrale dei loro bambini in un percorso catartico, che li ha messi un po’ più a contatto con il mondo dei figli, facendoli esser “di nuovo bambini”, in un gioco di squadra. Anna Maria ha centrato il bersaglio e se il tema centrale dello spettacolo era “Il Viaggio”, l’approdo giusto, è stato raggiunto con “l’importanza della scoperta, la necessità del sogno per ritrovare se stessi, la speranza”.

Un progetto questo, che è solo all’inizio e che potrebbe esser ampliato anche ai ragazzi più grandi, con i quali Anna Maria ha già lavorato. L’ottimismo dell’attrice è contagioso e ci rendiamo conto che saper emozionare e saper coinvolgere non solo gli spettatori, ma per primi, i protagonisti del teatro, è una grande marcia. Prima di lasciarci, chiediamo ad Anna Maria Raccuja, i suoi “piani per il futuro”, e lei ribadisce che il suo progetto forte è quello di “ridestare l’interesse per il teatro in qualità di disciplina con scopi sia didattici, che pedagogici, per far accostare i giovani al questo mondo. Un mondo da cui avere stimoli, idee e creatività”. Infine, riusciamo anche a farle svelare qualcosa sul lavoro che sta portando avanti con alcuni colleghi e attori catanesi: uno spettacolo sul mito che andrà in scena, l’anno prossimo. Non ci resta altro da fare, che attendere e ringraziare Anna Maria Raccuja perché, le persone che come lei non hanno rinunciato alla passione ed ai loro sogni, sono quelle che daranno l’esempio alle nuove generazioni e faranno riscoprire “il senso della meraviglia” a noi, un po’ più grandi.

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