Un inizio di Tour de France d'impronta anglo-siciliana

Quello che è incominciato sabato 5 luglio possiamo definirlo (almeno in questa prima parte) un Tour de France di impronta anglo-siciliana, innanzitutto perché le prime tre tappe sono passate in Gran Bretagna attraversando città importanti come Leeds, York, Sheffield oltre che da piccoli centri come Haworth, luogo che viene ricordato perché qui vissero le sorelle Charlotte ed Emily Bronte, autrici di due dei più grandi romanzi della storia della letteratura (Jane Eyre e Cime Tempestose) le quali dovevano il loro cognome all’omonimo paesino siciliano, in quanto il loro padre era amico dell’ammiraglio Nelson, che aveva tra i suoi titoli quello di Duca di Bronte, e decise così di far proprio questo nome per la sua famiglia.

Gli ultimi passaggi importanti del Tour in Gran Bretagna sono stati poi Cambridge, città nota in tutto il mondo poiché ospita una delle due università più prestigiose di tutta la Gran Bretagna insieme ad Oxford, dove si sono laureati tanti politici, intellettuali, scrittori, letterati ed altri grandi figure istituzionali britanniche, ed infine si è giunti alla grande Londra, una delle più belle e grandi città cosmopolite del mondo, dove vengono ogni anno numerosi turisti, studenti e gente in cerca di lavoro.

L’altro motivo per cui possiamo considerare questo inizio di Tour di impronta anglo-siciliana è dovuta al fatto che la corsa (dopo queste prime tre tappe) ha visto subito il messinese Vincenzo Nibali imporsi come leader della classifica generale in seguito al successo conseguito nella seconda tappa, dove è scattato all’ultimo chilometro seminando tutti gli altri corridori (compresi i suoi rivali Chris Froome ed Alberto Contador) dando così un segno molto chiaro di quelle che sono le sue ambizioni di puntare al successo finale nella Grande Boucle, mentre invece le altre due tappe sono state vinte entrambe dal tedesco Marcel Kittel (che ha indossato la prima maglia gialla).

Una volta che il Tour tornerà in Francia assisteremo ad una tappa epica che va da Ypres ad Arenberg, luoghi noti in quanto si attraverseranno sei tratti in pavé che sono propri della mitica Parigi-Roubaix e perché qui si combatterono alcune delle battaglie più cruente della Prima Guerra Mondiale, della quale ricorre quest’anno il centenario (ricordiamoci che proprio la cittadina di Ypres diede il nome all’Iprite, uno dei gas più nocivi tra quelli utilizzati in quella guerra) e Vincenzo Nibali sarà chiamato al suo primo esame importante in maglia gialla, cioè respingere gli attacchi di Froome e Contador (oltre che di Alejandro Valverde) ed anche contrattaccare per cercare di incrementare il proprio vantaggio in classifica, proprio come facevano i soldati Anglo-Francesi e Tedeschi che un secolo fa (per ben altri motivi) si davano battaglia dalle trincee per giungere al successo nelle varie battaglie che si trovavano a dover affrontare quotidianamente.

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