La Farnesina conferma. Marco Vallisa è stato rapito in Libia

Le prime notizie sulla sparizione del tecnico italiano Marco Vallisa, avvenuta sabato mattina, sono state divulgate dalla televisione libica Libya International Channel, che aveva espresso l’ipotesi del rapimento dell’italiano insieme ad altri due suoi colleghi stranieri. Ma la conferma, è arrivata anche dalla Farnesina. L’italiano è tutt’ora irrintracciabile, mentre le indagini sull’accertamento dei fatti, proseguono. I tre uomini scomparsi, erano dipendenti della ditta modenese Piacentini Costruzioni, azienda che sta lavorando al progetto di ammodernamento del porto libico di Zuwara e la cui commessa, è stata attestata intorno ai 37 milioni di euro.

I tre tecnici, il macedone Emilio Gafuri, il bosniaco Petar Matic e l’italiano Marco Vallisa, sono scomparsi infatti a Zuwara, nell’ovest libico. La loro autovetttura è stata ritrovata davanti casa e non è stata fatta alcuna rivendicazione di riscatto alla Piacentini.

I responsabili dell’azienda hanno dichiarato di aver provato a rintracciare più volte, i tre uomini “ma i cellulari risultavano prima irraggiungibili poi spenti”. A Zuwara, gli investigatori stanno continuando le indagini ed hanno individuato anche dei “probabili sospetti”. Tra le piste seguite, c’è anche quella del sequestro a scopo di estorsione perché la zona in cui lavora il tecnico, è fuori dall’orbita d’interesse degli jihadisti, quindi presto, dovrebbe esserci la richiesta o di soldi o di un corrispettivo in armi. Certo, in Libia al momento, non si respira aria di tranquillità, data la lotta interna al governo e gli scontri antigovernativi. Di questi giorni, è la notizia che gli addestrarori italiani, 28 militari che supportano la preparazione dei colleghi libici, sono stati costretti ad un trasferimento nell’ambasciata, per evitare di diventare bersaglio negli scontri tra ribelli e govenativi, a Tripoli.

Marco Vallisa, ha 53 anni ed è di Roveleto di Cadeo nel piacentino; era in Libia da circa due mesi, ma aveva avuto precedenti esperienze di lavoro all’estero. Ha una moglie e tre figli, tutti piccoli, frequentano le elementari. La moglie è la farmacista del paese e ricopre anche la carica di consigliere comunale. Il fratello di Marco Vallisa, che l’ha sentito venerdì e non ha trovato nulla di strano in lui, “aveva la stessa voce di sempre e non aveva timori, anche perché la zona in cui lavora è sempre stata tranquilla”.

La Libia però, è ormai scena quotidiana di rapimenti di soggetti ritenuti importanti per tenere alta l’attenzione sul paese. Dalla deposizione di Gheddafi, nel 2011, giornalisti, attivisti, uomini delle forze di sicurezza e magistrati, vengono sequestrati e con loro ci sono anche civili, ritenuti strategici; e molti stranieri. Queste persone rappresentano merce di scambio per aver il riconoscimento di richieste legate a rivendicazioni politiche oppure per avere del denaro.

Lo scorso 22 marzo, era toccato a Gianluca Salviato, 48 anni, della provincia di Venezia e impiegato alla “Ravanelli di Venzone” (Udine), anche questa una società edile. Il suo rapimento è avvenuto in Cirenaica e Salviato, è considerato un soggetto ad alto rischio per via del diabete e del suo bisogno d’insulina. Di lui, non si hanno notizie.

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