L'Olanda, Spinoza e Van Gaal

Il colpo di genio di Van Gaal – Prima della partita con la Costa Rica, vera sorpresa del mondiale, il cammino dell’Olanda vice campione del mondo in carica era stato abbastanza semplice. A suon di gol e bel gioco, gli orange erano riusciti ad arrivare fino in fondo. Qualcosa, però, è cambiato con la formazione centramericana. Le occasioni non sono mancate alla squadra europea e Sneijder ha fatto collezione di pali, ma quello smalto che l’ha contraddistinta nei match precedenti si è perso di fronte ad un avversario imprevedibile. C’è mancato poco che Ruiz e compagni sbattessero fuori gli olandesi. Il tutto si è risolto ai rigori, dove la nazionale guidata da Luis Van Gaal è stata impeccabile e non ha potuto nulla il portiere talismano Keylor Navas. Non c’è stato niente da fare e il colpo di genio del commissario tecnico ed ex allenatore del Bayern Monaco di far entrare il secondo portiere Krul all’ultimo minuto dei tempi supplementari, è stato un capolavoro. Un gesto e una decisione da mondiale e per questo destinata a rimanere nella storia del calcio.

Quella stupenda pazzia di Spinoza – L’estremo difensore del Newcastle è notoriamente un para rigori e la sua fama è stata confermata contro la Costa Rica. L’Olanda esulta e accede alla semifinali in cui affronterà l’Argentina di Messi. Nel frattempo il vero eroe è Van Gaal. Una visione della realtà e dell’immediato futuro fuori dal comune, una razionalità unica in un momento delicato. E’ lui l’asso nella manica degli orange. E proprio per simili caratteristiche richiama alla memoria un suo più noto connazionale: il filosofo Baruch Spinoza. Una delle intelligenze più limpide nella storia dell’Olanda. Sempre con i dovuti paragoni e con la necessità di ricordare la differenza tra il mondo del calcio e quello filosofico, entrambi hanno una buona dose di pazzia. Il pensatore nato ad Amsterdam, infatti, porterà avanti nel corso delle sue speculazioni filosofiche un concetto e un’idea di Dio lontana dalla visione religiosa della comunità ebraica di cui faceva parte. Con coraggio si metterà di traverso di fronte a convinzioni dell’epoca e questo gli costerà la scomunica e quindi l’allontanamento dall’ambiente in cui era cresciuto.

Le differenze del tempo – Una condanna del genere voleva dire essere escluso da tutti e da tutto e nel testo che sancirà la scomunica le parole erano sin troppo chiare: “Siete tutti ammoniti, che d’ora innanzi nessuno deve parlare con lui a voce, né comunicare con lui per iscritto”. Spinoza era un uomo che sapeva a cosa andava incontro, eppure non si frenò dal mostrare agli altri ciò che riteneva giusto e razionale. Proprio come nel contesto calcistico ha fatto Luis Van Gaal. In un momento delicato, in cui la sua squadra rischiava di essere eliminata dalla modesta Costa Rica e quindi le polemiche e le critiche l’avrebbero travolto, l’ex allenatore dell’Ajax ha portato avanti una sua convinzione senza preoccuparsi di tutto il resto. Né dei commenti del mondo circostante, né dei sentimenti del portiere Cillessen che ha sostituito praticamente a tempo scaduto. I tempi del calcio sono molto più ristretti di quelli della storia e allora Van Gaal si è potuto godere lo spettacolo del trionfo di una nazione che adesso lo considera un eroe. Invece il povero Spinoza è stato costretto a vivere in solitudine e soltanto nei secoli successivi ci si accorgerà della grandezza della sua filosofia. Tutto ciò è una dimostrazione che il tempo non è assoluto, aveva ragione Heidegger, ma dipende fortemente dal contesto e soprattutto dalle singole persone.

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