Ucraina. Il livello di tensione interna è alto, mentre l'Ue tenta ogni possibile via diplomatica

Il governo di Kiev, in quest’ultimo periodo, ha lamentato un rallentamento del processo diplomatico per la risoluzione della crisi interna al paese, da parte delle diplomazie internazionali. In effetti, il lavoro dei governi europeo e statunitense, non è stato reso semplice per via delle scottanti questioni che investono attualmente il fronte mediorientale, con la guerra tra Israele e Palestina, quella irachena, la Siria e la guerra con le armi chimiche; ed il calderone africano, con la Nigeria e l’estremismo di Boko Haram, l’Egitto e il Nord Africa in preda ai sussulti di chi, vuol avere libertà democratica e chi invece, pratica con ostinazione il metodo del regime e dell’imbavagliamento del dissenso. I livelli di tensione sono elevati ovunque, e l’Ucraina è solo un tassello di una situazione politica molto più complessa.

Frattanto, a Bruxelles è stato confermato “l’incontro di coordinamento” per favorire sostegno a Kiev e organizzare la conferenza dei “donatori”, che daranno aiuto concreto al paese. Si terrà lunedì 8 luglio, mentre per l’11 luglio, è stata indetta una trilaterale tra Kiev, Mosca e Ue per far chiarezza alla Russia, sugli accordi di associazione che l’Ucraina ha firmato con l’Europa. L’incontro di lunedì, sarà coordinato dal Commissario all’allargamento Štefan Füle congiuntamente al servizio di azione esterna, e l’incontro di venerdì 11 avrà alla guida, il Commissario al Commercio, Karel De Gucht. Barroso, Presidente della Commissione Ue, ha dichiarato che “è essenziale, anche il sostegno e la solidarietà internazionali” per l’attuazione del programma di riforme e l’incontro dell’8 luglio, serve ad “assicurare un coordinamento effettivo dei nostri sforzi comuni”.

Le trattative per giungere all’incontro di lunedì, erano già state avviate dal Presidente francese Hollande e dalla Cancelliera tedesca Merkel, ieri mattina, con un colloquio telefonico insieme al  Presidente ucraino Petro Poroshenko; si era detto che la riunione, dovesse esser fissata in questo weekend per trovare le opportune condizioni all’effettivo “cessate il fuoco”. Poroshenko aveva dato disponibilità anche per oggi, in modo da incontrare “il gruppo di contatto sulla crisi ucraina” che vede insieme Ucraina, Russia, Osce, e i separatisti filorussi. Il Presidente ucraino voleva anche ulterriori incontri con i filo-russi e Mosca, da tenersi nell’Ucraina orientale ma non sembra ci siano stati aggiornamenti su questo. La Russia considera l’idea di Poroshenko, un tentativo di non volere davvero i colloqui e di voler invece che la guerra non cessi, accusando il governo di aver utilizzato bombe a grappolo contro i civili. Per le ragioni addotte, Mosca ha dato il via a nuove manovre militari con 20 navi da guerra sul Mar Nero, oltre ad avere pronte 20 unità, tra elicotteri e aerei cacciabombardieri.

Dalle notizie che giungono da Kiev, si è appreso che altri nove soldati ucraini, sono stati uccisi dai separatisti nel sudest e 13 sono rimasti feriti. Da parte degli insorti, le dichiarazioni dicono, che loro hanno ucciso 125 soldati di Kiev e distrutto 9 veicoli corazzati con l’abbattimento di tre mezzi da combattimento. Ma queste fonti, non sono affidabili, data “l’intermittenza” degli scontri e l’impossibiltà della stampa indipendente a fornire ulteriori informazioni.

Il dato assodato, è che nell’est ucraino si continua a combattere, e l’esercito ucraino ha ripreso il controllo di 17 città, cadute in mano ai filo-russi, tra le quali, le agenzie di oggi, citano anche Sloviansk, dove è tornata a sventolare la bandiera ucraina. Il Segretario del Consiglio Nazionale per la Sicurezza ucraino, Andriy Parubiy ha anche evidenziato che “le forze di Mosca si stanno ancora muovendo vicino all’Ucraina e i ribelli hanno attaccato posti di frontiera da entrambi i lati del confine”. L’esercito di Kiev per liberare le zone occupate, sta impiegando l’artiglieria ed i bombardamenti aerei e “le forze ucraine, controllano ora 23 delle 36 ragioni locali nelle province di Lugansk e Donetsk”.

Ma i posti di frontiera ucraini, subiscono ancora gli attacchi che partono dal territorio russo e dagli insorti interni. Da qui, anche la decisione di Poroshenko di non rinnovare l’accordo di “cessate il fuoco” per via della mancata restutuzione da parte dei filo-russi di tre postazioni di fronteria. L’Ucraina continua ad avere il timore di nuove annessioni da parte della Russia che andrebbero ad aggiungersi alla Crimea ed è per questo che l’Ue ha deciso, in una nuova urgenza, di avviare gli incontri previsti per la prossima settimana.

© Riproduzione Riservata

Commenti