E’ il Brasile dei trabalhadores. Una squadra uscita dalla penna di Jorge Amado

Il Brasile operaio – Ci volevano i quarti di finale per vedere il vero Brasile, quello che si è abituati ad ammirare durante un mondiale. Gli uomini di Felipe Scolari scendono dal trono della competizione più prestigiosa nel mondo del calcio e si danno da fare come gente qualsiasi. Anzi, come dei semplici lavoratori. E’ una squadra operaia, dove tutti si sacrificano e mettono grande intensità nel gioco. La paura di essere eliminati contro lo sfortunato Cile ha prodotto i suoi effetti e così i verdeoro hanno sconfitto la Colombia per 2-1 e sfideranno in semifinale la Germania. Il Brasile cinque volte campione del mondo si è dimenticato per una sera il proprio status da nobile del calcio e si è identificato con un popolo rappresentato in larga parte da quel partito dei trabalhadores dell’ex Presidente Lula e dell’attuale Presidente Rousseff. Un movimento che ha fatto della fatica la sua essenza e ha contribuito a rilanciare il Brasile sulla scena mondiale. Un po’ quello che è successo alla nazionale. Con spirito di sacrificio si è finalmente guadagnata sul campo una semifinale prestigiosa.

Jorge Amado e i lavoratori del Brasile – Questo Brasile, però, sembra anche quello descritto in alcuni libri di Jorge Amado. Lo scrittore sudamericano, nel corso della propria vita, ha dato origine a una literatura comprometida, ovvero politicamente impegnata. Amava parlare degli ultimi del mondo, delle loro sofferenze e anche delle possibilità che avevano per riscattarsi. In “Seara Vermelha”, ad esempio, denuncerà gli abusi sulla classe dei poveri del suo Brasile e offrirà una soluzione per uscire da quella condizione di miseria. Occorreva abbandonare il latifondo. Chissà cosa avrebbe detto e cosa gli avrebbe ispirato il Brasile di ieri sera. Le tematiche sono ovviamente differenti, ma ci sono due buoni motivi che avrebbero potuto indurre lo scrittore brasiliano ad interessarsi a una partita di calcio. Innanzitutto nell’ultima parte della vita i suoi interessi saranno anche altri e inoltre le caratteristiche mostrate dal Brasile contro la Colombia sembrano uscite da uno dei suoi libri. Non avrebbero potuto non ispirarlo. Lavoro duro, sofferenza e infine la possibilità di trovare un’alternativa a tutto ciò. Certo, la squadra brasiliana, a differenza dei lavoratori di Amado, è riuscita con maggiore facilità a percorrere un’altra strada.

Il calcio ha di nuovo un senso per il Brasile – E’ qui che sta la grande differenza, ma tutte le caratteristiche fanno pensare ad un affascinante legame tra calcio e letteratura. Sotto un certo aspetto è come se il Brasile di Neymar jr sia tornato alle origini della sua storia. Non è un caso come durante l’incontro le reti siano state realizzate dai due difensori centrali. Prima il capitano Thiago Silva e dopo una punizione magistrale di David Luiz. E’ la classe operaia che va in paradiso, o, almeno in questo caso, c’è quasi. La qualità di Oscar e Neymar jr erano al servizio del gruppo. Al bando gli individualismi. Ieri sera c’era spazio soltanto per la grinta di Maicon e Hulk e la Seleçao ha conquistato il passaggio del turno. Il campo da calcio non è stato una passerella in cui mostrarsi come delle star di Hollywood, bensì un terreno in cui lavorare duramente. Le gocce di sudore l’hanno bagnato e la continua corsa dei giocatori l’hanno usurato. Proprio come capitava ai lavoratori delle piantagioni di cacao di cui soleva parlare Jorge Amado: “I lavoratori delle piantagioni recavano il vischio del cacao molle attaccato alla pianta dei piedi, come una spessa scorza che nessun’acqua al mondo avrebbe mai potuto lavare. Ma tutti, lavoratori, jagunços, colonnelli, avvocati, medici, commercianti ed esportatori, avevano il vischio del cacao attaccato all’anima, nel profondo del cuore”. Già, il legame con quella terra gli era entrato dentro sotto tutti i punti di vista e per i giocatori brasiliani, più o meno, è la stessa cosa. Nel campo in cui hanno dato tutto si rispecchiano, vedono il loro sacrifico e allora diventa parte di loro. Il calcio, improvvisamente, riacquista un senso per il Brasile.

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