Renzi e Berlusconi, un incontro che rafforza il patto del Nazareno

Da Strasburgo a Palazzo Chigi – Dopo il discorso tenuto ieri pomeriggio al Parlamento di Strasburgo per aprire ufficialmente il semestre italiano di presidenza del Consiglio europeo, in cui la parola chiave è stata flessibilità, Matteo Renzi si è immerso in una giornata meno emozionate ma sicuramente altrettanto importante in patria. Quella parolina pronunciata ieri e oggetto di accese discussioni con i partner europei, soprattutto tedeschi, potrà avere un senso solo se l’Italia riuscirà a realizzare le riforme necessarie per far ripartire il Paese. E’ la doppia sfida del Presidente del consiglio, quella di muoversi sia sul binario internazionale sia su quello italiano. La responsabilità sulle spalle del premier è tanta e per questo motivo se dovesse fallire, sarebbe un problema rialzarsi politicamente. Ecco perché, di prima mattina, Matteo Renzi ha ricevuto a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi accompagnato da Gianni Letta. Stringere i tempi per la riforma del Senato è l’obiettivo dell’ex sindaco, il quale vorrebbe giungere al punto di svolta prima della conclusione dei lavori parlamentari in vista delle ferie estive.

No al complicatellum, si al patto del Nazareno – Il leader di Forza Italia, dal canto suo, intende porre il timbro definitivo sul patto del Nazareno e a quanto pare non dovrebbero esserci grossi problemi. Anzi, ieri sera Renzi ha confermato la vitalità di quell’intesa: “Berlusconi ha mantenuto la parola data” e, ha aggiunto, “il complicatellum di Grillo non sta in piedi. E’ l’unico sistema in cui chi vince non governa”. Già, il Movimento cinque stelle. Nelle prossime ore il Presidente del consiglio incontrerà anche i rappresentanti stellati, ma potrebbe essere troppo tardi. L’impressione è che l’intesa con il cavaliere sia salda e dovrebbe dare l’accelerata finale per il via libera in Commissione al ddl sulle riforme, che durante la prossima settimana farà il suo ingresso in aula. Tra Berlusconi e Renzi si è parlato anche di immunità e la norma dovrebbe essere estesa ad entrambi i rami del Parlamento, ma non si scarta l’ipotesi di metterla da parte durante le votazioni in Senato. I punti di contatto maturati al Nazareno non sono in discussione e quest’alleanza per le riforme istituzionali è importante per entrambi.

L’accordo che serve a entrambi – Renzi non può farne a meno per la sopravvivenza del suo esecutivo. Di fronte alla nebbia che circonda il dialogo con i cinque stelle, l’accordo con Berlusconi è l’unico aspetto concreto sul tavolo del governo. Il rappresentante del centrodestra, invece, ha l’opportunità di contribuire alla scelta delle nuove regole per la battaglia politica dell’immediato futuro. Una correttezza istituzionale in grado di riaprirgli nuove porte al momento chiuse. L’incontro è durato circa due ore ed è servito a serrare i tempi per l’approvazione della riforma sul Senato e per fare ulteriore chiarezza. Un faccia a faccia che avrebbe tranquillizzato Renzi sui personalismi emersi negli ultimi giorni in Forza Italia, come quelli di Renato Brunetta e Augusto Minzolini. Nel frattempo proseguono i voti e le discussioni in Commissione e ieri è stato bocciato una sorta di “bicameralismo perfetto” proposto da Vannino Chiti, Mario Mauro e altri 35 senatori. Una buona notizia per il governo di larghe intese, ma altri ostacoli sono dietro l’angolo.

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