I Nastri d'Argento in 120 scatti. Il capitale umano stravince con sei premi

Anche quest’anno, nella splendida cornice del Teatro Antico di Taormina si è svolta la cerimonia per l’assegnazione dei Nastri d’Argento, i premi cinematografici assegnati dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI). La cerimonia, che sarà trasmessa il 15 luglio in seconda serata su Rai1, è stata condotta da Laura Delli Colli (presidente del SNGCI).

A fare incetta di premi è stato Il capitale umano di Paolo Virzì, vincendo sei premi su otto candidature. Oltre al Nastro per il regista del miglior film, ha ottenuto anche i premi per la sceneggiatura (Virzì, Francesco Bruni e Francesco Piccolo), la scenografia (Mauro Radaelli), il sonoro (Roberto Mozzarelli), il montaggio (Cecilia Zanuso) e per gli attori protagonisti (Fabrizio Bentivoglio e Fabrizio Gifuni), più il Premio Biraghi andato all’esordiente Matilde Gioli, per la prima volta sulla schermo. Il regista di Caterina va in città (2003), Tutta la vita davanti (2008), La prima cosa bella (2010), Tutti i santi giorni (2012), solo per citare i suoi ultimi film, considerato tra i principali innovatori della commedia italiana, questa volta decide di stupire tutti dandosi al noir con una storia intrigante di avidità e maneggi finanziari, di figli soffocati dalle attese dei padri e matrimoni infelici. Il film è ispirato al thriller americano “Il capitale umano” dello scrittore Stephen Amidon, spostando l’ambientazione dai sobborghi del Connecticut alla Brianza.

Come racconta lo stesso Virzì: “Il romanzo è stato lo spunto per raccontare cose che riguardano anche noi: l’aspirazione alla ricchezza facile, i conflitti generazionali, il valore in denaro che si dà alla vita umana”. La Lombardia, quindi, diventa simbolo della metamorfosi di una nazione. Lo scrittore conosceva già Virzì per Caterina va in città, così è stato entusiasta all’idea dell’adattamento cinematografico del suo romanzo. Virzì e i suoi sceneggiatori hanno fatto loro il libro di Amidon e pur mantenendosi fedeli alla trama (tranne sul finale, che Virzì ha un po’ addolcito), hanno scomposto la narrazione facendone una sorta di puzzle da ricomporre pian piano. Il film è diviso in tre capitoli, più un’apertura e un capitolo conclusivo. Nella scena iniziale un ciclista viene investito di notte da un Suv lungo una strada provinciale, senza essere soccorso.

Attorno a questo episodio si muovono tre punti di vista diversi, attraverso cui vediamo e rivediamo sotto inquadrature differenti gli stessi momenti, aggiungendo man mano dettagli sulla verità e sull’identità del pirata della strada.

Il primo punto di vista è quello di Dino Ossola (interpretato da Fabrizio Bentivoglio), un immobiliarista sull’orlo del fallimento a causa della crisi, che è stato lasciato anni fa dalla moglie, e in più ha un rapporto problematico con la figlia Serena (Matilde Gioli). Approfittando della relazione della figlia con il rampollo della ricca e potente famiglia Bernaschi, aspira ingenuamente all’ascesa sociale e all’arricchimento facile. Ad aprirgli la porta dello scintillante mondo della finanza ci pensa lo speculatore senza troppi scrupoli Giovanni Bernaschi (Fabrizio Gifuni), un broker che vuole stravincere sempre.

Il secondo punto di vista è quello di Carla Bernaschi (Valeria Bruni Tedeschi), moglie ricca e insoddisfatta, annoiata dalla vita, ex attrice che vorrebbe usare i soldi del marito per ristrutturare un teatro abbandonato. Il terzo punto di vista è quello di Serena Ossola, la figlia di Dino, la voce più autentica tra le tante strette nella morsa delle apparenze e delle ambizioni. E qui Il capitale umano comincia a tirare le fila del discorso, sciogliendo i nodi, rimettendo assieme le tessere del puzzle e diventando sempre più oscuro.

Il film parla di competizione e ricchezza, del ruolo marginale della cultura, di una faccia dell’Italia e della società contemporanea. Verso la fine, si ha il ritratto amaro e cattivo di personaggi piccoli e ambigui. Paolo Virzì non racconta solo l’ingordigia dell’animo umano, agghiacciante e spietato contro tutto e tutti quando meno te l’aspetti. Racconta soprattutto la morale confusa di un paese che ha ormai le fondamenta marce.

Tra i vincitori da menzionare anche La mafia uccide solo d’estate di Pif, che vince il Nastro d’Argento per l’opera prima e miglior soggetto, oltre al Premio Hamilton Behind the camera-Nastri d’Argento alla seconda edizione. Ma rivelazione di quest’anno è stato il film Song’e Napule che si è aggiudicato quattro premi nelle categorie: migliore commedia, attore non protagonista, colonna sonora e canzone originale.

Di seguito tutti i vincitori:

“NASTRO DELL’ANNO”
La sedia della felicità di Carlo MAZZACURATI

REGISTA DEL MIGLIOR FILM
Paolo VIRZI’ – Il capitale umano

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
PIF (Pierfrancesco DILIBERTO) – La mafia uccide solo d’estate

COMMEDIA
SONG’E NAPULE – MANETTI Bros

PRODUTTORE 
Domenico PROCACCI, Matteo ROVERE (con Rai CINEMA) – Smetto quando voglio

SOGGETTO
Michele ASTORI,Pierfrancesco DILIBERTO,Marco MARTANI – La La mafia uccide solo d’estate

SCENEGGIATURA
Paolo VIRZI’, Francesco BRUNI, Francesco PICCOLO – Il capitale umano

ATTORE PROTAGONISTA
Fabrizio BENTIVOGLIO, Fabrizio GIFUNI – Il capitale umano

ATTRICE PROTAGONISTA
Kasia SMUTNIAK – Allacciate le cinture

ATTORE NON PROTAGONISTA
Carlo BUCCIROSSO, Paolo SASSANELLI – Song’e’Napule

ATTRICE NON PROTAGONISTA
Paola MINACCIONI – Allacciate le cinture

FOTOGRAFIA
Daniele CIPRI’ – Salvo

SCENOGRAFIA
Mauro RADAELLI – Il capitale umano

COSTUMI
Milena CANONERO – Grand Hotel Budapest, Something good

MONTAGGIO
Cecilia ZANUSO – Il capitale umano

SONORO IN PRESA DIRETTA
Roberto MOZZARELLI – Il capitale umano

COLONNA SONORA
PIVIO e Aldo DE SCALZI – Song’e Napule

CANZONE ORIGINALE
Song’e Napule di di C.Di Riso e F.D’Ancona – interpretata da Giampaolo MORELLI Song’e Napule

NASTRI e PREMI SPECIALI

Alice ROHRWACHER
Le meraviglie: Per il successo internazionale

Dino TRAPPETTI
Per i 50 anni della Sartoria Tirelli

Ettore SCOLA – Che strano chiamarsi Federico
Luciano RICCERI – scenografia
Luciano TOVOLI – fotografia
Andrea GUERRA – musica

NASTRI ALLA CARRIERA

Marina CICOGNA
Piero TOSI
Francesco ROSI

NASTRO d’ARGENTO per il miglior esordio alla regia “in corto”
Stefano ACCORSI – Io non ti conosco

NASTRO d’ARGENTO Per il miglior Casting Director
Pino PELLEGRINO – Allacciate le cinture

NASTRO d’ARGENTO BULGARI 2014
Asia ARGENTO – Incompresa

PREMIO “PORSCHE 911 TARGA” Tradizione e innovazione
Pierfrancesco FAVINO – Il ‘pilota’ dell’anno : Clay Regazzoni in Rush

HAMILTON BEHIND THE CAMERA

Nastri d’Argento 2014 – Opera prima 
PIF (Pierfrancesco Diliberto) – La mafia uccide solo d’estate

Persol – personaggio dell’anno
Claudio SANTAMARIA – Il venditore di medicine

CUSUMANO – NASTRI d’ARGENTO per la commedia
Claudia GERINI – Maldamore- Tutta colpa di Freud

WELLA-NASTRI d’ARGENTO Il look del talento
Anna FOGLIETTA – Tutta colpa di Freud

FALCONERI- NASTRI d’ARGENTO Stile e eleganza
Valeria SOLARINO – Smetto quando voglio

PREMI “NINO MANFREDI in collaborazione con la famiglia Manfredi
Marco GIALLINI

PREMI SPECIALI DEL DECENNALE
Claudio AMENDOLA
Edoardo LEO

PREMI “GUGLIELMO BIRAGHI” per i migliori esordienti dell’anno

Matilde GIOLI Il capitale umano
Eugenio FRANCESCHINI La luna su Torino, Maldamore, Sapore di te
Sara SERRAIOCCO Salvo
Lorenzo RICHELMY Sotto una buona stella, Il terzo tempo

Menzioni speciali
Maria Alexandra LUNGU Le Meraviglie
Giulia SALERNO Incompresa
Davide CAPONE Più buio di mezzanotte

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(Foto Andrea Jakomin)

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