Cento candeline per Marinella il re delle cravatte che ha conquistato il mondo

Ce stanno uommene, uommenicchie e quaquaraquà. Crediamo sia superfluo mettere la traduzione di questo proverbio in napoletano, che è una lingua di cui ormai le parole e i detti più importanti sono noti in tutto il mondo, ma la mettiamo perché qualche arabo o cinese potrebbe non comprenderne fino in fondo lo spirito. Ci sono uomini, mezzi uomini e nullità, o meglio uomini che parlano a vanvera senza far corrispondere un minimo di azione a quello che dicono. Vogliamo utilizzare questo detto in vernacolo per presentare un uomo che invece con un azione semplicissima, che compie ogni mattina, riesce a dire a se stesso e al mondo intero quale sia il segreto della dignità e del successo.

“Io mi sveglio alle 5, alle 7 sono in negozio, mi piego tutte le mattine per togliere i catenacci e alzare la saracinesca, lo considero il mio privilegio e la mia dignità”.

A parlare è Maurizio Marinella il nipote di Eugenio il mitico fondatore di uno dei marchi di cravatte più noti al mondo. E alzare la saracinesca ogni mattina considerandolo un privilegio e una dignità si è trasformato nella forza che ha portato l’azienda, fondata dallo zio, che partì da una piccola bottega, a diventare la più conosciuta nel campo della produzione di cravatte.

Anticamente la cravatta era solo una fascia che serviva ai soldati per proteggere la gola. Pare che la parola stessa derivi dal francese cravate, e dal fatto che la indossassero i soldati croati assoldati da Luigi XIV, i quali la portavano al collo come una sciarpa. Hrvat infatti è il termine che significa Croato da cui sciarpa croatta, poi abbreviata in croatta e dunque in cravatta.

Oggi accomuna un mare di culture e di paesi perché la storia ha portato a farla considerare da tutti uno degli accessori fondamentali per raccontare con un particolare la raffinatezza e l’eleganza di un uomo. Su questo particolare della moda non è importante soffermarsi. È già chiaro che per essere considerata una persona elegante, nel proprio armadio non possono mancare almeno tre cravatte, e in tutti gli armadi italiani ce n’è almeno una. Tutti da ragazzi ricordiamo con quanto impegno abbiano imparato a fare il primo nodo della cravatta magari con l’aiuto del nonno, cosa che ci dava un po’ di quella sicurezza che serve per sentirsi grandi. Ciò che è importante è la considerazione che ci porta a fare il grande successo di Marinella attraverso gli anni. Come ha ricordato il presidente Napolitano, che ne è uno dei rappresentanti più illustri, la storia di Marinella racconta di un successo che va oltre la città di Napoli e dice delle capacità degli italiani di rappresentare nella maniera più alta l’artigianato di gran classe, e che parla in tutte le lingue della moda italiana nel mondo.

Il centenario di Marinella è stato celebrato a Palazzo Reale con 1400 invitati tra le personalità più illustri che da sempre adottano questo complemento così elegante, ed è stata una festa in grande stile che forse non dice precisamente il modo di essere parco di una persona che non possiede grandi ville e non si regala vacanze straordinarie, ma che ha gradito festeggiare in maniera così spettacolare, così da grandeur, principalmente per dare dignità e importanza ai luoghi di Napoli che hanno contribuito a creare il suo mito. La città gli restituisce una mostra, proprio a Palazzo reale. Una mostra che ripercorre la storia dell’accessorio attraverso le cravatte di Marinella indossate da attori, capi di stato, e imprenditori famosi di tutto il mondo.

Al di là dei tanti modi di annodarle, che pare siano diverse decine, e delle difficoltà di imparare a fare un nodo alla cravatta questa storia di successo imprenditoriale racconta ai nostri giovani che partendo anche da un piccolo negozietto di pochi metri quadrati si può arrivare al cuore anzi a prendere per il collo, tutte le persone del mondo. Ragionando in fondo su pochi elementi da tenere presenti. La forza di ricercare il nuovo di continuo e la perseveranza nell’inseguire la qualità, che alla fine porta sempre dei grandi risultati. Tutto condito dall’umiltà e dalla passione.

Ciò che porta al successo è l’impegno e l’amore che si infonde anche nella più semplice idea, ed è ciò che racconta l’abitudine mattutina di Maurizio Marinella di andare ad aprire ogni giorno la sua azienda. Nello spirito che lo ha portato a rifiutare un grandissimo punto vendita a Baku e a preferire una dimensione più modesta nel metraggio, rimane sempre la piccola grande bottega del fondatore.

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