Il fermo di Sarkozy suscita grande clamore in Francia

Noi qui, in Italia, quando abbiamo appreso la notizia, abbiamo sorriso. Purtroppo, siamo abituati ed anche troppo, alle agenzie che comunicano di arresti eccellenti nel mondo della politica ed in quello delle alte sfere, anche istituzionali; per turbarci ci vuole ben altro, perché abbiamo raggiunto una sorta d’assuefazione “alla prassi del politico corrotto”. Ci avrebbe fatto sobbalzare maggiormente, la notizia di una mega vincita al “gratta e vinci”.

In Francia invece, ieri, quello che è accaduto ha scosso i suoi cittadini, dato che è andato a colpire uno degli ex inquilini dell’Eliseo più noti al mondo: Nicolas Sarkozy. L’ex presidente, è stato sottoposto al fermo, in via cautelare, per i reati di concussione e violazione del segreto istruttorio. La France Press ha riferito, che Sarkozy è stato ascoltato, ieri mattina alle otto, nell’ufficio centrale anticorruzione della polizia giudiziaria di Nanterre. Scadute le 48 ore, si saprà se è indagato ufficialmente, o no.

Secondo quanto gli viene contestato, Sarkozy avrebbe tentato di corrompere un alto magistrato per avere informazioni su un’inchiesta che lo coinvolgeva ed in cambio, l’ex presidente francese, avrebbe offerto un posto di prestigio. Tra i fermati, ci sono anche due magistrati della Corte di Cassazione: Gilbert Azibert e Patrick Sassoust, insieme all’avvocato personale dell’ex presidente, Thierry Herzog, che avrebbe avuto ruolo d’intermediario.

L’indagine, partita all’inizio dell’anno, s’era concentrata sulle intercettazioni telefoniche tra Sarkozy e il suo avvocato, da cui è venuto fuori, che erano costantemente aggiornati sullo stato dei lavori condotti dalla Corte di Cassazione, su due casi specifici, quello Bettencourt e Tapie/Lyonnais. L’informatore era il magistrato Azibert, amico dell’avvocato Herzog, che voleva una nomina per un incarico al Consiglio di Stato di Monaco; ad inizio marzo, erano seguite le perquisizioni nelle case del magistrato e dell’avvocato. A mettere sotto controllo i telefoni di Sarkozy, quelli di alcuni suoi familiari e quello dell’avvocato, è stato il mandato dei giudici finanziari che portano avanti l’inchiesta su “presunti finanziamenti illeciti”, che l’ex presidente avrebbe ricevuto, per corroborare la campagna elettorale del 2007, che lo vide vincitore. Le intercettazioni partono dal settembre dell’anno 2013 e nell’indagine condotta, è emerso che tra i finanziatori eccellenti di Sarkozy, c’era anche il leader libico Gheddafi.

La patata si fa ora bollente per l’ex presidente, dato che si era in attesa dell’annuncio ufficiale del suo rientro sulla scena politica, alla guida del partito di destra Ump, a partire dal prossimo autunno. I suoi amici dicono, che questa è solo un’azione orchestrata per ostacolarlo, si tratta di un “complotto” e di “giustizia di parte”, termini ai quali anche noi siamo tristemente abituati e che ci fanno ricordare “altri guai” di nomi altrettanto eccellenti della nostra politica nazionale. Un tweet del deputato europeo, Philippe Juvin, fa tornare alla mente delle facili analogie, quando scrive: “A ogni evocazione del suo ritorno un giudice lo convoca. Curioso. Il futuro dirà se la giustizia è utilizzata per fini di parte”.

La replica del portavoce del governo francese, Stephane Le Foll, ai vari commenti pro Sarkozy, è stata secca: “La giustizia indaga e deve andare fino in fondo, Nicolas Sarkozy è un cittadino come tutti gli altri davanti alla legge”.

Il partito che Sarkozy vorrebbe rilanciare, però si è già reso protagonista di altre indagini, come lo scandalo legato all’emissione di fatture false, e alcuni dei suoi ex ministri, si sono allontanati mettendo in moto, un progressivo isolamento dell’ex presidente. Adesso, queste nuove indagini che lo vedono come un “protagonista negativo”, non favoriranno una nuova ascesa di questo personaggio da sempre molto chiacchierato, sia per le questioni politiche, sia per le scelte di vita privata. Ed anche, in questo caso, le similitudini con i leader di casa nostra, sorgono spontanee.

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