Il Belgio e il surrealismo

Il contrasto tra il Belgio del calcio e quello quotidiano – La nazionale di calcio del Belgio è l’esempio concreto del multiculturalismo e della serena convivenza. C’è armonia tra tutti e lo spirito di sacrificio è una costante della squadra di Wilmots. L’esatto contrario di quello che accade nel Paese nell’ultimo periodo. A causa del riemergere di nazionalismi e sentimenti razzisti, infatti, Buxelles e gli altri territori sono messi a dura prova e non è un’esagerazione sostenere che al momento chi professa una convinta unità è solo ed esclusivamente la formazione di Eden Hazard e compagni. Un’unione rafforzata da quattro vittorie su quattro partite in questo mondiale e dopo la lunga assenza da una competizione del genere non è poi qualcosa di così scontato. Anzi. Il Belgio, anche lui passato dai tempi supplementari, è approdato ai quarti di finale dopo aver sconfitto gli Stati Uniti e adesso dovrà affrontare l’Argentina. Un’altra sfida affascinante per la meglio gioventù belga, che dovrà avere la forza di rappresentare la realtà oltre i confini comunemente conosciuti.

Il surrealismo unisce le contraddizioni – Quello, per intenderci, che fece uno dei cittadini del Belgio più famosi nella storia: René Magritte. E’ stato un grande pittore ed esponente della corrente artistica del surrealismo. Dopo la Grande guerra questo movimento d’avanguardia nato in Francia, proporrà un vero e proprio progetto di liberazione destinato a incidere profondamente nel rapporto tra mondo e individuo. Verrà accantonata, da ora in poi, la storica prospettiva razionale e positivista borghese. Per realizzare tutto ciò, i surrealisti si serviranno della teoria dell’inconscio di Freud e dell’analisi di Marx. E’ chiaro, dunque, che si andrà a creare un profondo divario tra il mondo conosciuto e quella rappresentato nelle opere dei sostenitori del surrealismo. L’attuale squadra calcistica del Belgio, per la distanza dagli attuali sentimenti del Paese, incarna una simile dicotomia. Mostra la nazione sotto un’altra prospettiva e quando Lukaku e De Bruyne si abbracciano in campo ed esultano per la vittoria, sembra lontano anni luce quel vile attentato nei pressi del museo ebraico a Bruxelles.

Magritte e Hazard. Due artisti che uniscono gli opposti – Dal punto di vista artistico, in Belgio, chi ha dipinto seguendo le linee guida del surrealismo è stato Magritte. Un genio in grado di dare alla luce delle vere e proprie opere d’arte. Il suo obiettivo era mostrare il mistero indefinibile della vita e lo faceva grazie alla fonte d’ispirazione per eccellenza, il sogno. Così nei quadri di Magritte troviamo forti contrasti e il pittore belga puntava a svelare i lati misteriosi dell’universo. Quando si parla di questo genio rimangono in mente alcune parole: artista, mistero e l’unione dei forti contrasti. Già, parlando di mondiali e della favola del Belgio, sono termini che chiamano in causa Eden Hazard. Il giovane trequartista del Chelsea è il faro della squadra europea. Quando si accende, la formazione trova il sentiero per la vittoria e al contrario quando si isola in un angolo del campo, i suoi compagni sembrano smarriti. Un esempio l’abbiamo avuto proprio nel match contro la Russia. Inoltre la stellina belga ha il merito di unire con le sue giocate vincenti e intelligenti l’intero Belgio che, nella quotidianità, mette in discussione l’integrità del Paese. E’ un vero surrealista, nel suo campo, e riesce a rappresentare contemporaneamente in un quadro, come Magritte, cieli diurni e paesaggi notturni.

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