Il M5s e la politica estera

L’ossessione per ebrei e Israele – L’alleanza europea del Movimento cinque stelle con l’Ukip di Nigel Farage e altri gruppi, come i Democratici svedesi, che non nascondono il loro passato nazista, trova le sue giustificazioni nella visione internazionale dei grillini. In realtà già prima che Beppe Grillo decidesse di avvicinarsi alla politica, nei suoi spettacoli mostrava le tesi cospirazioniste che gli procuravano grande seguito. Dopo l’incontro con Gianroberto Casaleggio e la creazione del M5s, queste teorie sono diventate la base della politica estera del partito che ama definirsi oltre la destra e la sinistra. L’ossessione per gli ebrei e Israele, in primis, l’ha sempre accompagnato. Nel lontano 2004 parlava “dell’industria dell’Olocausto”, amava paragonare la Val di Susa alla Striscia di Gaza, considerava il regime cinese più umano dello Stato di Israele, strumentalizza e storpia testi scritti dalla sofferenza patita da Primo Levi. Anche nella crisi in Ossezia il guru genovese vedeva la mano di Israele: “La Georgia è armata da Israele e dagli Stati Uniti. Dietro Israele ci sono gli Stati Uniti o dietro gli Stati Uniti c’è Israele, chi è la causa e chi l’effetto”.

Le tesi di Massimo Fini sull’Ucraina e la Crimea – Sembra di avere a che fare con il personaggio de “Il cimitero di Praga” di Umberto Eco, invece è uno dei principali uomini politici del Paese. Sul blog di riferimento del Movimento, a volte, scrive Massimo Fini. Giornalista che in passato si lanciò in una difesa passionale del Mullah Omar. Le ultime dichiarazioni dello scrittore non sono meno forti e singolari e sulla questione dell’Ucraina e in particolar modo sulla Crimea afferma: “Non si possono quindi muovere particolari rimproveri alla Russia per essersi annessa alla Crimea”. L’analisi di Fini prosegue e considera l’Ucraina divisa in due parti. Da un lato i filoeuropei e “quindi tedeschi” e dall’altro ci sono i “russi”. I primi “erano favorevoli al nazifascismo e gli altri erano filocomunisti”. In un attimo il sostenitore della decrescita e della democrazia diretta etichetta i manifestanti di piazza Maidan come dei nazisti, ignorando ciò che realmente è successo a Kiev e dintorni. Eppure basterebbe leggere i principali mezzi d’informazione europei per rendersi conto di come questa lettura sia alquanto bizzarra e sia stata utilizzata da Vladimir Putin per allargare i domini verso il vecchio continente.

Quando Grillo definiva “legittimo” il regime dei talebani – Massimo Fini, giustificando l’annessione della Crimea, ha dimenticato di dire che il famoso referendum è stato illegale, ha violato qualsiasi principio di diritto internazionale e si è svolto in un clima di terrore con tanto di carri armati ed esercito come contorno. Putin, con quella scelta, violò anche il Memorandum di Budapest del 1994, in cui la Russia si era impegnata a tutelare l’integrità del suolo ucraino. Tutto giustificato, perché dall’altro lato c’è un’ennesima ossessione dei simpatizzanti del M5s: gli americani. L’odio nei confronti dello Zio Sam è così grande, che oggi farebbe impallidire il vecchio apparato dell’Unione sovietica. Pur di andare contro Washington, Beppe Grillo ha definito “legittimo” il vecchio governo dei talebani in Afghanistan: “Perché siamo in Afghanistan? Sono passati dieci anni e non lo sappiamo ancora. Bin Laden era arabo, non afghano. Nel 2001 il Mullah Omar era il capo riconosciuto di uno stato legittimo”.

Il complotto è la parola chiave della politica estera del M5s – Anche sull’Iran le posizioni sono particolari e durante il governo di Ahmadinejad, Grillo non usava mezzi termini e giustificava il diritto del Paese mediorientale a possedere l’atomica: “Dopo Bin Laden e Gheddafi ora vogliono lo scalpo di Mahmoud Ahmadinejad”. La nazione che negava l’Olocausto e auspicava la distruzione di Israele, era considerata una vittima dal fondatore del M5s: “Perché scoppi una guerra è necessario un nemico da odiare. E’ indispensabile che la macchina dei media manovrata dai governi crei il mostro. L’ultimo chiodo nella bara sarà l’Iran, che è l’obiettivo principale di Israele”. Il complotto è il seme seminato da Beppe Grillo anche nel suo blog e i frutti, leggendo i vari commenti, crescono rigogliosi. Troppe volte ci si è dovuti soffermare su aggettivi offensivi nei confronti degli ebrei, oppure su tesi che mostrano gli Usa come una potenza “imperialista” e benedicono le azioni e le parole degli ayatollah. In un contesto del genere, quindi, avrebbe sorpreso se il Movimento cinque stelle avesse scelto una collocazione nel Parlamento di Strasburgo diversa da quella attuale. Quella si che sarebbe stata una notizia.

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