L’eterno ritorno del politico italiano

Ogni evento lo possiamo rivivere infinite volte – “In un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte”. E’ questo, in estrema sintesi, il concetto dell’eterno ritorno dell’uguale teorizzato dal filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. Ogni evento che possiamo vivere, l’abbiamo già vissuto infinite volte nel passato, e lo vivremo infinite volte nel futuro. Davvero molto affascinante. Un pensiero che apre diverse riflessioni, anche le più criptiche. L’interesse per un simile concetto, però, si tramuta in paura, quando lo si accosta al mondo della politica. Se qualsiasi aspetto potesse ripetersi infinite volte, è chiaro come l’arte di governare lo Stato non potrebbe rimanerne esclusa. Qualora il pensatore del nichilismo avesse avuto ragione, sarebbe un vero incubo dover assistere all’eterno ritorno di alcuni protagonisti del panorama politico italiano. Nell’epoca attuale il timore cresce quando ci si rende conto che molte speculazioni filosofiche del genio di Rocken sono diventate realtà. Ha precorso i tempi.

Il ritorno di Gianfranco Fini – Forse c’è riuscito anche in questo caso. Il dubbio è ormai certezza, soprattutto quando negli ultimi giorni Gianfranco Fini si è ripresentato con una nuova idea politica. In una convention romana, con lo slogan “Partecipa, l’Italia che vorresti”, l’ex Presidente della camera e storico segretario di Alleanza nazionale ha riconosciuto gli errori del recente passato: “Sono consapevole di aver commesso errori, il che non significa essere pentiti, perché il tempo è galantuomo. Abbiamo ottenuto un risultato catastrofico, negativo oltre ogni previsione, da tenere a mente con umiltà per fare tesoro degli errori commessi”. Nonostante ciò Fini è pronto per “allenare” la squadra del futuro della destra italiana e non risparmia critiche ad Angelino Alfano e sostiene come “la politica è passione non un seggio in Parlamento. E non avrà senso nei prossimi mesi parlare di alleanze. Siamo fuori dal palazzo e dobbiamo agire da fuori, ascoltando la società e il paese”. Non rottamare, bensì rinnovare.

La politica bipartisan dell’eterno ritorno – La logica dell’eterno ritorno è bipartisan e così anche a sinistra si cerca di riguadagnare le posizioni perse durante gli anni. Massimo D’Alema prova a ricollocarsi in Europa. Dopo l’ondata renziana che gli ha precluso un seggio a Strasburgo, l’ex premier spera di ottenere un incarico nella rinnovata Commissione europea. Chissà. Dalle mille vite del politico pugliese si passa ad Antonio Di Pietro e alla rifondazione dell’Italia dei valori, che però, come documentato da Blogtaormina nei giorni scorsi, è rallentata dalle inchieste giudiziarie. In un vortice del genere si trova anche Clemente Mastella, il quale tra Udeur e Forza Italia si sforza di rimanere sempre sulla cresta dell’onda. E a proposito di Forza Italia, come non citare Silvio Berlusconi. Il cavaliere, il simbolo del rinnovamento in persona. In grado di assumere aspetti diversi in base al momento storico in cui vive. Sempre in prima fila negli ultimi vent’anni e anche oggi gioca un ruolo chiave nelle riforme che dovranno dare il via libera alla terza Repubblica italiana. Ne “La gaia scienza” Nietzsche afferma: “Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte”. Una frase che è rassegnazione se associata alla politica italiana. Al di là della rottamazione e di qualsiasi democrazia diretta propugnata da comici genovesi.

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