Il logoramento dell’Idv – Negli ultimi mesi l’Italia dei valori ha provato a rialzarsi. L’ha fatto dandosi un nuovo look rappresentato dallo stile molto meno noto, rispetto ad Antonio Di Pietro, di Ignazio Messina. Però i risultati non sono arrivati. L’arretramento è sin troppo evidente non solo nella politica nazionale, ma anche in quella locale. Nei vari comuni i consiglieri sono radicalmente diminuiti e sono nel piccolo Molise, terra dell’ex pm di Mani pulite, il movimento di centrosinistra resiste al logoramento. Un ridimensionamento dovuto agli scandali che si sono susseguiti in questi anni, in grado di coinvolgere esponenti del partito. Chi aveva posto in primo piano il tema della legalità e spesso e volentieri si era schierato apertamente in difesa della magistratura, tanto da diventare un megafono delle procure, si è ritrovato con i “malfattori” in casa. Nel gioco tra guardie e ladri l’Italia dei valori si è smarrita. Il declino di Di Pietro e amici, però, è dovuto anche ad un’altra grande contraddizione.

Una fucina per nuovi deputati forzisti – Lo zoccolo duro dell’anti berlusconismo degli ultimi vent’anni, che ha identificato nel leader di Forza Italia la sorgente di tutti i mali italiani, è diventata un’isola ecologica in cui molti politici si sono riciclati e hanno sposato il progetto dell’ex Presidente del consiglio. Si tratta di De Gregorio (ultimamente tornato sui propri passi), il siculo Scilipoti, il paradossale Razzi. E a proposito di cattiva gestione nel partito, come non parlare del figlio del grande capo, il quale in Molise ha avuto lo stesso trattamento che Umberto Bossi conferì al suo Renzo. La lista è lunga e più si conoscevano questi personaggi e maggiore era la disaffezione dei cittadini dal progetto dipietrista. Si era parlato della fine dell’avventura dell’Idv, ma chi conosce bene gli italiani, non può tralasciare la loro memoria a breve termine. Così si è deciso di far passare il tempo, di far scorrere l’acqua sotto i ponti. Il complesso pensiero filosofico era: tanto prima o poi si dimenticheranno di tutto. Può essere e infatti, proprio negli ultimi giorni, il leader maximo Di Pietro aveva riunito i suoi fedelissimi nella sua cascina di Montenero di Bisaccia per provare a rilanciare l’interrotto progetto politico.

Lo scandalo che ha coinvolto Fusco e Piredda – Tra una portata di cibo e l’altra, con un sempre presente bicchiere di vino, si voleva provare a suggellare un patto ormai sbiadito. Niente da fare, le notizie di questa mattina dalla Liguria avranno fatto andare di traverso i propositi del molisano e dei suoi seguaci. Nell’inchiesta sulle spese pazze in regione, infatti, sono state arrestate e messe ai domiciliari le due consigliere dell’Idv Marylin Fusco e Maruska Piredda. L’ipotesi avanzata dalla Guardia di Finanza è di aver utilizzato soldi pubblici per acquisti personali. Nell’elenco c’è di tutto: vestiti, profumi, viaggi, capi d’abbigliamento, cibo per animali, biancheria, penne, usb, portachiavi, registratori, agende, accessori da scrivania, portafogli, cartelle, zaini, materiale da cancelleria, spese per taxi utilizzati per recarsi al centro estetico o al ristorante con il marito e anche dei gratta e vinci. Una lista che suona come una condanna a morte per la rifondazione dell’Italia dei valori e per il suo padrino. Neanche tra gli incubi peggiori Di Pietro avrebbe immaginato di affondare tra Scilipoti di turno, biancheria, profumi e Razzi smarriti nello spazio cosmico. Chissà cosa avrebbe detto il politico di Montenero di Bisaccia, se in questo scandalo ci fossero stati consiglieri di Forza Italia. Al momento tace, ma la massima di Leonardo Sciascia “a ciascuno il suo”, appare calzante.

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