Città del Messico. Arrestato Fernando Sanchez Arellano

Sta succedendo di tutto, in questi Mondiali di Calcio. L’Italia è fuori, scatenando l’indignazione di Mario Balotelli perché si è sentito trattato male dai suoi “fratelli italiani”; uno squadrone come la Spagna, è uscito presto dai giochi, ma in compenso ha guadagnato un nuovo re. E poi, accade anche che uno dei boss più importanti del narcotraffico, venga arrestato, per colpa di una partita di calcio. La polizia messicana, infatti, ha tratto in arresto Fernando Sanchez Arellano, il capo del cartello della droga, che ha base a Tijuana, mentre lunedì scorso stava festeggiando la vittoria della squadra del cuore, il Messico; che aveva vinto contro la Croazia. La comunicazione è partita da due agenti federali, che non hanno dichiarato la loro identità, ma il prigioniero sarebbe stato trasferito al carcere di Città del Messico.

Il boss, nominato “L’Ingegnere”, era l’erede dello zio Javier Arellano Felix, arrestato nel 2006 dalla guardia costiera americana e condannato a 40 anni di carcere. Il nipote, Fernando Sanchez Arellano, nel 2013, era stato classificato dalla Dea statunitense (Drug Enforcement Administration), come uno dei sei narcotrafficanti più potenti della regione. Il cartello Arellano, costituito dai 10 fratelli, ha origine all’inizio degli anni ’90, dopo che era stato smembrato il cartello di Guadalajara di Miguel Angel Felix Gallardo, detto “Il Padrino”, in contrasto con il cartello Sinaloa di Joaquin Guzman, “El Chapo”.

I fratelli Arellano Felix, che controllavano la circolazione della cocaina verso San Diego, in quel periodo, hanno colmato il vuoto lasciato dalle faide dei due cartelli. Dopo l’arresto dell’Ingegnere, il cartello di Tijuana “è completamente smantellato, con tutti i suoi leader storici in prigione negli Stati Uniti o in Messico”, ha dichiarato il ricercatore universitario Raul Benítez Manaut. Nella guerra di droga di Tijuana che ha reso la città, una tra le più violente del paese, gli Arellano Felix, ad un certo punto hanno ricevuto una dura lezione dai Sinaloa di “El Chapo”, pronti a prendersi in mano il controllo del passaggio della coca e della marijuana lungo il corridoio occidentale, indebolendo il potere degli Arellano.

Molto spesso la spedizione della droga, avviene tramite auto, usando i tunnel di Otai Mesa per trasportarla oltre confine; oppure, vengono utilizzati dei battelli veloci, che prima fanno un giro di ricognizione al largo e dopo sbarcano con il carico, nell’area anche a nord di Los Angeles. Sull’Ingegnere, 37 anni, c’era una taglia di 2,3 e 5 milioni di dollari da parte delle polizie americane e messicane. Il boss quando è stato arrestato, era in una casa, in un quartier residenziale di Tijuana, alla frontiera con gli Usa, ed un’ora dopo la fine della partita, festeggiava come un tifoso tra i tifosi, con indosso una camicia verde ed i colori del Messico, disegnati sulle guance. Addosso gli hanno trovato 100 mila dollari in contanti.

Un anno fa, un altro componente della famiglia, lo zio di Fernando, Rafael, fu ucciso da un gruppo di sicari, travestiti da clown, in un ristorante durante una festa di compleanno dei bambini. Il trucco è riuscito visto che le guardie del corpo non hanno sopettato nulla.

Ma della famiglia di Fernando Sanchez Arellano, si ricorda un’altra storica figura, quella della madre Enedina, una delle donne più potenti della malavita, considerata “il cervello finanziario” dell’organizzazione criminale, che ha gestito una quantità di denaro impressionante, investendo legalmente negli Stati Uniti. L’impero degli Arellano è stato consolidato con le cliniche, i complessi residenziali, le catene dei supermercati e tutto questo era controllato da Enedina, che addirittura  si era nascosta, per un certo periodo, in una nota località di San Diego, La Jolla.

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