Pd-M5s, lo streaming della concordia

Dallo scontro all’incontro – Sono lontani anni luce gli incontri degli ultimi mesi in streaming tra Partito democratico e Movimento cinque stelle. Ne è passata di acqua sotto i ponti e i toni non sono più quelli di una volta. Gli attacchi reciprochi, il muro contro muro ha lasciato spazio al dialogo. Nonostante la mano tesa dell’ex segretario del Pd Bersani, dell’ex Presidente del consiglio Enrico Letta e di Matteo Renzi durante il primo incontro, gli stellati avevano risposto picche rimanendo consapevolmente sull’Aventino della politica italiana. Una scelta non condivisa dall’elettorato, che durante le ultime elezioni europee ed amministrative ha ridimensionato il #vinciamonoi di grillina memoria. Poi c’è stato l’aspro dibattito interno con i dissidenti capeggiati dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti e le accese proteste della base per l’alleanza europea con l’Ukip di Farage e i Sverigedemokraterna, democratici svedesi che nonostante il nome sono una formazione neonazista, ricordata in questi anni per aver bruciato libri di autori ebrei e tenuto manifestazioni con la svastica del Terzo Reich.

Il dialogo tra Renzi e Di Maio – Dopo tutto ciò, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno deciso di cambiare strada. Molto probabilmente perché hanno compreso come il loro isolazionismo non stava producendo i frutti sperati. Tra un’epurazione e l’altra, nel Movimento cinque stelle, si rischiava di rimanere in pochi. Ecco, così, l’invito al Pd per discutere e cercare un’intesa su una nuova legge elettorale. Una mossa per provare a diventare l’interlocutore principale dei democratici, nell’ambito delle riforme costituzionali, e scalzare Forza Italia. L’incontro di oggi, nel primo pomeriggio, ha visto a sorpresa la presenza di Matteo Renzi nelle vesti di segretario del suo partito. Il premier era accompagnato da Alessandra Moretti, Roberto Speranza e Debora Serracchiani, mentre il M5s è arrivato all’appuntamento con Luigi Di Maio, Toninelli (autore della legge), Brescia e Buccarella. Il dibattito, però, si è focalizzato sui protagonisti principali. Da una parte Renzi e dall’altra Di Maio.

I cinque punti di Renzi. Inizia il “periodo della distensione” – L’attuale Presidente del consiglio si è detto incuriosito della proposta elettorale partorita dalla rete grillina. Il democratellum appare all’ex sindaco interessante sotto alcuni punti di vista, ma non “garantirebbe governabilità. La sera delle elezioni si deve sapere chi ha vinto ed eventualmente siamo pronti a introdurre il ballottaggio”. Renzi è sembrato abbastanza deciso e ha posto, per proseguire il confronto, cinque punti chiave. Studiare un correttivo che consenta a chi vince di governare, mai più inciuci o grandi intese (occorre sapere prima con chi si vuole andare al governo), rimpicciolire i collegi, affidare alla Corte costituzionale prima il giudizio sulla legge elettorale e ragionare insieme sulle riforme costituzionali. Luigi Di Maio è stato possibilista e ha invitato i vertici di via del Nazareno a rivedersi tra tre o quattro giorni per provare a fare una legge elettorale insieme. Beppe Grillo, non presente a Roma, si è affidato ai suoi fedelissimi per far trapelare la propria soddisfazione e crede che nei prossimi cento giorni si potrà far nascere una nuova legge elettorale per l’Italia. E’ ufficialmente iniziato il “periodo della distensione” tra M5s e Pd. Il nuovo momento della politica italiana lo si nota anche dalle dichiarazioni. Gli insulti sessisti al Ministro Boschi degli ultimi giorni presenti sul blog di Grillo, infatti, sono stati cancellati e duramente criticati tanto dall’ex comico genovese quanto da Luigi Di Maio tramite la sua pagina facebook.

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