Aquila ingabbiata dai Casalesi

Speculare sulla sofferenza delle persone – Era da qualche giorno che non si leggeva una notizia in grado di far sobbalzare dalla sedia i cittadini. Forse farà meno rumore del caso Expo o del Mose di Venezia, perché là ci sono coinvolti politici di un certo peso, ma quello che è emerso nel capoluogo dell’Abruzzo è altrettanto grave. Anzi, inquietante. In questi mesi sembrava che la camorra avesse subito duri colpi da parte della giustizia e dalla cittadinanza durante le ultime elezioni amministrative, invece proprio nel momento di maggior difficoltà, almeno agli occhi del grande pubblico, la criminalità organizzata si crea nuove vie per i propri affari. Come consuetudine si pone oltre il recinto del rispetto della sofferenza altrui e così cerca di speculare sul dolore scatenato dal terribile terremoto del 2009 a L’Aquila. Una serie di eventi sismici in grado di modificare profondamente l’organizzazione urbana della splendida città del centro Italia. Il filosofo Ludwig Wittgenstein diceva che “quando costruiamo case, parliamo e scriviamo”. Già, dall’architettura emergono sogni e desideri dell’essere umano.

Sotto le macerie l’essenza della città – Portiamo fuori di noi, quello che possediamo dentro di noi. Non è un caso se le varie epoche storiche si riflettono nelle diverse edificazioni di palazzi, chiese, statue e ponti. Provando a collegare un simile pensiero con L’Aquila e girando sia il centro che le zone limitrofe della città, ci si rende conto di come qualcosa si sia spezzato rispetto al momento prima del terremoto. I nuovi edifici sono lontani anni luce da quelli travolti dalla forza della natura. Sembra di trovarsi in un altro luogo. Oltre la vita, sotto le macerie è rimasta l’essenza della città. Un certa idea di bellezza non si è più rialzata e da quella polvere si è soltanto diffuso il malaffare. Quanti scandali abbiamo ascoltato e letto in questi anni intorno alla ricostruzione dell’Aquila? Imprenditori, politici e criminalità organizzata hanno fatto una gara per conquistare la medaglia del disonore. Anche a L’Aquila si nota un’Italia che non riesce a rilanciarsi. Eppure risollevare la città abruzzese potrebbe essere uno dei tanti modi per far ripartire il Paese.

I Casalesi nell’edilizia post-terremoto – Ancora nulla di tutto ciò si è verificato e quindi si susseguono situazioni esattamente contrarie. In queste ore la Guardia di Finanza sta eseguendo sette ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori impegnati nella ricostruzione post-terremoto de L’Aquila. Gli arresti sono la conclusione di un’indagine approfondita sull’infiltrazione dei Casalesi nei cantieri della ricostruzione degli edifici privati danneggiati dal sisma. Le accuse sono: estorsione aggravata dal metodo mafioso, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Al momento sono in corso perquisizioni in varie città, tra cui Roma e Caserta, e l’azione investigativa ha visto il contributo del Procuratore della Repubblica Fausto Cardella, del sostituto David Mancini, del Gruppo investigazione criminalità organizzata del Nucleo di polizia tributaria di L’Aquila, con l’ausilio del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma. In una città in cui la ricostruzione è sostanzialmente ferma, ha suscitato l’attenzione degli investigatori l’apertura dei cantieri dei vari condomini privati. A   quanto pare un vero e proprio centro in cui far lievitare gli interessi della criminalità.

© Riproduzione Riservata

Commenti